Rosy Bindi: “Il confronto è democrazia ma gli intenti siano unici”

Sulla questione dei lavavetri a Firenze: “Sono indignata per l’ordinanza del sindaco”
La Puglia sta catalizzando l’attenzione degli addetti ai lavori del nascente Partito Democratico. In meno di 24 ore tre ministri (De Castro, Fioroni e oggi la Bindi) hanno iniziato il loro tour a Bari per promuovere la propria candidatura o appoggiare quella dei loro “uomini”. E l’occhio di Roma guarda proprio alla nostra regione perché sta spazientendo i vertici del partito costituendo con le lotte intestine nella Margherita e nei Ds.
Sono saliti a quattro i “volontari” (poker raggiunto con l’ingresso a sorpresa di Minervini) e Rosy Bindi è venuta fin nel nostro capoluogo per “mettere una buona parola” sul suo candidato regionale, il sottosegretario alla Salute, Antonio Gaglione. “Ma in realtà sono qui per presentare me stessa alla vostra città, anche se ritengo che Gaglione sia un alto nome nella rosa dei candidati”.
L’on.le Bindi punta alla chiarezza del manifesto, all’unità degli intenti, anche se non disdegna il confronto, “che vuol dire democrazia”. Purchè non le venga chiesto un programma alternativo: “Siamo tutti in corsa per formare un unico partito”. Il ministro per la Famiglia ha poi manifestato il dissenso sul versamento di 5 euro per l’adesione al Pd. E ha rilanciato: “La partecipazione dovrebbe essere libera (e libera l’offerta, ndr) e aperta a tutti. Non ci si può iscrivere a un partito che ancora non c’è”.
E le divisioni interne alla Margherita pugliese? Il sottosegretario e candidato alla guida del Pd regionale Gaglione ha sostenuto che l’unica corrente che ci dovrebbe essere è quella “dei cittadini”. Sul ministro ha aggiunto: “Vorremmo che fosse il primo presidente del Consiglio donna”.
Poi, l’onorevole ha ripreso la parola facendo un accenno alla famigerata questione dei lavavetri. Sull’ordinanza del sindaco Domenici di Firenze si è detta indignata e sbalordita del fatto che un uomo di sinistra abbia preso una decisione del genere (si riferisce all’arresto di chi viene scoperto in città con secchio e mazza). “Dovrebbe chiedere i loro nomi – ha commentato – la loro provenienza, e dove finiscono quei soldi”.
E torna a parlare di Pd, delle priorità del programma, tra cui la sanità, il lavoro, le infrastrutture e i trasporti. Chiosando: “Non si dimentichi che sono la prima donna in corsa per la poltrona più alta di un partito che cambierà il nostro Paese”. Basterà per spuntarla sugli altri?
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