Situazione Sviluppo: da Enziteto programmi innovativi

Paola Mammarella

L’impegno dell’associazione “Europa” per donne, legalità e cambiamento della mentalità

1 commenta

Sono molte le realtà che si intersecano a Enziteto, problematica periferia barese. Situazioni di degrado e progetti di rinascita si alternano. Certo è che, a sentire Rosa Matera, fondatrice dell’associazione “Europa”, Enziteto mostra il peggio della cattiva politica. Già avviata e consolidata, da non consentire un facile miglioramento. Ancora pochi i servizi contro l’abbandono, dovuto a reti parentali disagiate.

Difficile quindi rispondere ai bisogni del quartiere, donne in primis. È nato con questo scopo il centro famiglie di Catino, attivo dal ’99 e istituzionalizzato grazie alla legge 285. Oltre a fornire consulenza legale e psicologica, promuove laboratori creativi per la legalità e la prevenzione della violenza, corsi di cucina, taglio e cucito, lezioni di ballo per imparare ad apprezzare l’immagine di sé. “E’ proprio attraverso la danza”, spiega Rosa Matera, “che cerchiamo di fornire alle donne il maggior numero di competenze possibili illustrando loro i disagi connessi all’alcolismo, la corretta alimentazione, i disturbi della menopausa”. Queste conoscenze diventano un veicolo da trasmettere ad altre donne, tale da creare un percorso verso la totale emancipazione.

Già collaudata l’esperienza teatrale con la rappresentazione “Storie di donne di periferia”, diretta da Franco Blasi. Ancora poco avvicinabili gli uomini, generalmente diffidenti, ma già si pensa ad attività al maschile a partire da settembre. “Molti mariti non vogliono che le mogli frequentino l’associazione, che fornisce una chance di maggiore indipendenza”, confessa Rosa Matera, “mentre altri ne sono contenti perché percepiscono i benefici che la serenità della loro compagna ha sulla vita familiare”. Grande attenzione all’educazione, con borse di studio permanenti per aiutare giovani in difficoltà e il programma “Io…figlio…studente…cittadino”, incentrato sulla legalità e il recupero della fiducia nei confronti delle istituzioni. Nonostante il grande dinamismo dimostrato con l’adesione al Cilap, organizzazione europea contro la povertà e l’esclusione sociale, emerge che “l’Italia è ancora indietro”. “Al Sud ci sono cittadini senza la dignità della cittadinanza”. La situazione peggiora se rapportata alle realtà di Spagna, Germania, Inghilterra e Francia, con cui l’associazione Europa ha avviato percorsi di scambio e crescita. “In Spagna dal 2001 ad oggi il cambiamento si percepisce”, afferma Rosa.

Esiste un modello di formazione continua dalla nascita al pensionamento. Tante donne, dopo aver frequentato dei corsi, sono diventate restauratrici e ora sono preferite agli uomini perché più fidate e precise. In Germania gli asili nido condominiali hanno permesso alle mamme quarantenni, uscite dal mercato del lavoro, di mettere a frutto la propria esperienza. “L’Italia ha grandi potenzialità danneggiate da una burocrazia lunga”, conclude Rosa Matera. Difficoltà che “nonostante la falsa idea di essere un Paese avanzato, ci fa sprofondare nell’arretratezza”.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!