Gianluca Petrella al Locus Festival: finalmente un profeta in Patria

Antonella Ardito

Due ore di jazz moderno e coinvolgente

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Per un musicista che a soli 32 anni ha già girato un bel po’di mondo (Francoforte, Vancouver, New York solo per citare l’indispensabile ndr) e collabora stabilmente con i grandi maestri italiani (Roberto Gatto, Maurizio Rava, Roberto Ottaviano) e stranieri (Steve Coleman, Jimmy Owens, Lester Bowie) della musica jazz, esibirsi di fronte ad un pubblico amico è emozione speciale.

Gianluca Petrella, ospite con Francesco Bearzatti, Paolino della Porta a Fabio Accardi del Locus Festival, torna nella sua terra con il suo INDIGO 4, un lavoro dove all’amore viscerale per il trombone, i virtuosismi e la tecnica sopraffina Gianluca unisce campionature ad hoc ed elettronica soft e la splendida intesa con la formazione ad alto profilo che lo accompagna in questo progetto. Gianluca Petrella è ormai una stella splendente della musica jazz italiana: tutti lo vogliono e questo agosto sarà un mese intenso di lavoro, tra Roma, la Calabria, un’incursione in Serbia e il Canada. Poi di nuovo a Torino, sua città d’adozione, dove lavora per la Blue Note, ma con il cuore sempre rivolto a Bari, dove ci sono gli amici di sempre e una famiglia che lo ha cresciuto a pane e buonissima musica.

Dopo il concerto abbiamo rivolto tre domande a Gianluca.
Cosa significa metterti a confronto con il pubblico nostrano?
E’ una bella soddisfazione e mi sono divertito parecchio, ho visto tante persone che non vedevo da tempo, perché purtroppo vivo lontano e non passo spesso da queste parti, e c’è ancora c’è tanta gente che mi vuole bene.

Stasera hai suonato con un gruppo composito, con musicisti che hanno un’altra radice (eccetto Fabio Accardi barese come te), ma hai mai pensato di fare qualcosa qui a Bari? Se ti chiamassero per il Time Zones saresti disponibile?
Certamente, perché no, volentieri: a Bari c’è una scena musicale amplia e colta, segno che si può lavorare bene. Da queste parti ci sono musicisti come Gaetano Partipilo, Mirko Signorile, Roberto Ottaviano e chiedo scusa per quelli che non cito. La nostra è una terra di grandi talenti e ce ne saranno altri in futuro perché la situazione musicale è molto attiva.

Hai mai pensato di duettare con tuo padre (Muzio Petrella, collaboratore storico di Paolo Lepore e non solo ndr)?
Sì, non voglio anticipare nulla ma prima o poi dovrò coinvolgerlo perché non vorrei se la prendesse!

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