Lo scandalo senza fine del CPT
Una sola voce da sinistra, quella dell’onorevole Alba Sasso
Ancora una verifica dell’esistenza di veri e propri luoghi di diritti negati, nel centro di permanenza per immigrati, vera e propria prigione sotto altro nome. Questa mattina, nel corso di una visita presso le strutture del cpt di Bari l’on. Alba Sasso ha constatato come le condizioni di vita del centro di Palese continuino ad essere quelle di una prigione, in cui però sono rinchiusi detenuti speciali, senza condanne né processi: sono imputati di immigrazione, reato cui vengono riservate attenzioni sempre più speciali. Nel corso della visita, la vice presidente della commissione cultura della Camera, che era accompagnata da don Angelo Cassano, da sempre impegnato su questo tema, ha constatato come nessun passo in avanti sia stato fatto verso la direzione da tempo indicata, il superamento e quindi la chiusura di questi centri. Se possibile, la situazione è ancora peggiore rispetto alle altre numerose visite compiute dall’on. Sasso presso il centro. Lo spettacolo era il solito: disordine, sovraffollamento, desolazione, nessuno spazio di libertà o di socialità concesso ai detenuti. Ma sono soprattutto le assenze, che hanno destato impressione.
Assenti le tracce dei recenti episodi repressione dei tentativi di fuga, assenti gli avvocati, non c’è ombra di assistenza legale che pure dovrebbe essere garantita agli immigrati; assente ogni richiesta di asilo politico, pur in presenza di persone che provengono da aree a rischio, e che dovrebbero avere diritto a questo tipo di accoglienza. Addirittura, assenza di orologi al polso delle persone, e nei corridoi del centro, così che viene impedita loro anche la scelta dell’ora in cui svolgere le loro preghiere. La presenza di minori, invece, è evidente, dalle facce e dalle dichiarazioni delle persone raccolte grazie alla presenza di un interprete. È questo, forse, l’elemento più preoccupante, che spingerà l’on. Sasso a tornare presso questa struttura, per verificare tutte le eventuali incongruenze e le omissioni, e continuare nel lavoro intrapreso, con decine di altri parlamentari, associazioni, partiti della sinistra, strutture del volontariato. Lo scandalo deve finire.
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