DRAG:il nuovo assetto territoriale ha le sue regole

Antonella Ardito

Il documento serve per realizzare i PUG, strumento a carattere comunale per garantire l’integrità del territorio

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DRAG è un moderno acronimo che per lo sviluppo territoriale e paesaggistico significa tanto: Angela Barbanente, assessore all’assetto del territorio, ha portato a compimento questo Documento Regionale di Assetto Generale che permetterà ai 258 comuni di Puglia di realizzare i PUG (Piani Urbanistici Generali) e mandare in soffitta i vecchi piani regolatori, che nella nostra regione hanno un’età media di 30 anni e quindi sono ormai troppo datati per rispondere alle moderne esigenze di sviluppo.
Il DRAG sarà operativo da settembre ma c’è voluto quasi un anno di lavoro partecipato con enti come le Autorità portuali e i rappresentanti delle istituzioni come l’ANCI ma anche di confronto con gli ordini professionali per portarlo alla pubblicazione: “abbiamo recepito i suggerimenti dell’ordine dei Geologi, che ci chiedeva di approfondire la Cartografia ma anche la richiesta del settore ecologia della Regione Puglia di inserire la Valutazione Ambientale Strategica” ha dichiarato la Barbanente, che ha spiegato anche la struttura del DRAG. “La legge regionale 20/2001, che delinea la sostenibilità dello sviluppo della Regione è così laconica e sistemica ma mancando il Drag era praticamente inattuata: partiamo dal principio che la trasformazione è intreccio di natura e mano dell’uomo e che la compatibilità tra le due va cercata con la tutela”.

Nel DRAG sono inseriti degli indirizzi guida per i comuni, delle appendici con anche un glossario dei nuovi termini in uso e si caratterizza per una impostazione quasi didattica nella trattazione del PUG, estremamente utile per l’ufficio di piano che i comuni dovranno adottare per realizzarlo. “C’è una parte strutturale, che guarda al lungo periodo e che pensa agli ambiti di interesse e alla conservazione per le future generazioni: pensiamo alla salvaguardia delle aree con infrastrutture come gli aeroporti, dove bisogna lasciare delle fasce di tolleranza per garantire i sistemi di sicurezza che si evolvono nel tempo. Poi c’è una parte programmatica, che corrisponde ad una pianificazione sul medio-lungo termine e che risponde ai programmi dei sindaci e che guarda alla riqualificazione delle periferie e ha in se una certa flessibilità, perché può essere variata in consiglio comunale.”
Nel DRAG i comuni troveranno anche le regole da seguire per una corretta perequazione urbanistica e quel concetto di credito urbanistico così difficile da far comprendere soprattutto nel capoluogo. L’iter per l’approvazione in sede regionale dei nuovi PUG è fisso: 180 giorni e certezza di tempi sicuri.
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