Supplenze agli “stabili”, i precari insorgono contro Fioroni
“Lottare contro la precarietà vuol dire assumere il personale precario, non licenziarlo negandogli gli spezzoni orario”
Di fronte alle puntuali contestazioni dell’ onorevole Sasso riguardo alla inspiegabile decisione di assegnare gli spezzoni orario inferiori alle 7 ore al personale di ruolo con un forte aggravio di spesa il ministro si arrampica sugli specchi sostenendo che “le supplenze nel personale a tempo indeterminato vengono prevalentemente accettate da chi ha meno di dieci anni di lavoro e non è al termine della carriera e costoro costano meno di quelli che entrano”.
In pratica il ministro si affida a dati statistici di dubbia veridicità per giustificare il sicuro aggravio di spesa causato dalla sua decisione, visto che i docenti con meno di dieci anni di servizio costano in modo quasi uguale ai precari, mentre i docenti con molti anni di servizio costano molto di più.
Quindi maggiori spese per il ministero e migliaia di docenti precari che resteranno a spasso il prossimo anno, proprio un bel risultato, Ministro Fioroni !!!
Ma l’ attuale maggioranza non aveva fatto della lotta alla precarietà uno dei punti fondamentali del suo programma ?
Lottare contro la precarietà vuol dire assumere il personale precario, non licenziarlo negandogli gli spezzoni orario.
Ancora più sconvolgente la risposta del ministro Fioroni sui tagli agli organici: “Gli unici tagli che si sono effettuati sono quelli delle furbizie e nello sdoppiamento delle cattedre (prevalentemente nelle classi delle scuole medie superiori), che non sono conformi al buon andamento della pubblica amministrazione e che prediligono interessi particolari rispetto a quelli generali”.
Le famiglie degli studenti diversamente abili che vorrebbero vedere tutelato il diritto allo studio dei loro figli sono i ” furboni” di cui parla il ministro?
Oppure i “furboni” sono quegli insegnanti e quei dirigenti scolastici che pensano che avere 35 alunni per classe comprometta la qualità della didattica ?
Leggendo i giornali ci siamo fatti una idea sul nome del “furbone” che costringe il ministro ad intervenire con provvedimenti tanto impopolari: corrisponde al nome del ministro dell’ Economia Tommaso Padoa Schioppa che ha lanciato un pesante ultimatum al ministero della Pubblica Istruzione: o tagli agli organici o applicazione della clausola di salvaguardia, approvata nella passata finanziaria, che taglierebbe i finanziamenti essenziali alle scuole che non potrebbero più svolgere il servizio a cui sono destinate dalla Costituzione.
Ma la politica sulla scuola non dovrebbe deciderla il ministro della Pubblica Istruzione ?
Il ministro dell’ Economia non si preoccuperà solamente di cercare il risparmio senza badare minimamente alla qualità dell’ istruzione ?
Non sarebbe ora che il ministro Fioroni batta i pugni sul tavolo del ministro Padoa Schioppa per chiedere i giusti finanziamenti invece di scaricare le colpe sulle presunte “furbizie” dei docenti ?
Nel ringraziare l’onorevole Sasso per aver cercato di richiamare il ministro Fioroni all’ assunzione delle sue responsabilità, vorremmo proporle un suggerimento: il prossimo question time sulla scuola, onorevole Sasso, lo rivolga direttamente al ministro dell’ Economia Padoa Schioppa, tanto si ? capito che ? lui che comanda e che il ministro Fioroni non conta nulla.
Attenzione perchè senza un cambio di rotta e senza un ministro Fioroni in grado di bloccare i tagli agli organici e di restituire gli spezzoni ai precari, il destino delle prossime elezioni già deciso, e non certo a favore dell’ attuale maggioranza.
precariscuola.135.it
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