Cmas: chiude il primo mondiale della storia…a Bari

La Redazione

Un oro e un bronzo nell’apnea dinamica per l’Italia

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Con la gara più lunga del panorama pinnatistico internazionale si sono conclusi nella giornata di ieri i CMAS World Games Bari 2007. La massacrante 20 km ha chiuso otto giorni di gara entusiasmanti, che hanno visto Bari capitale mondiale delle attività subacquee.

Durissima la gara di ieri a causa, non solo della lunghezza, ma anche delle pessime condizioni del mare con forti raffiche di vento di maestrale e onde che hanno reso la prova davvero difficile. Numerosissimi i ritiri con atleti raccolti in acqua prima della fine della prova praticamente stremati.
La vittoria del settore maschile è andata al russo Babkin, davanti al connazionale Kokorev e al tedesco Schultz. Impressionanti le facce dei pochi “eroi” arrivati al traguardo, ma meritano un plauso anche tutti i coraggiosi che non hanno terminato la prova. Su tutti il tedesco Lassak, in testa fino a circa un chilometro dall’arrivo e svenuto in acqua per la fatica a un soffio dal titolo mondiale. Pronto l’intervento dei medici che l’hanno soccorso con ossigeno e flebo di fisiologica e glucosio.

Per l’Italia, dunque, solo il sesto posto con il veterano Paolo Vandini, classe ‘58, atleta capace, a quasi cinquant’anni d’età, di concludere ancora una volta, e in modo più che onorevole, una gara così impegnativa.
Anche tra le donne vince la nazionale russa: l’oro alla Andrievskikh. Sul secondo gradino del podio sale la francese Thienot, mentre il bronzo va all’altra russa Chukhnova. Ottima la quarta posizione dell’azzurra Anna Mercuri.

Ma è dall’apnea dinamica che sono giunte le ultime medaglie per gli azzurri. Michele Tomasi nella finale di ieri mattina ha stabilito il nuovo record mondiale della specialità, dopo aver percorso 194,96 mt in vasca. La gara, in realtà, non è mai stata messa in discussione. Tomasi è stato il penultimo della starting list a partire, ma i suoi avversari non hanno mai impensierito lui, che è abituato a superare i 190 mt senza molte difficoltà. La medaglia d’argento, infatti, vinta dall’altro italiano, Lorenzo Bossi, non ha superato i 178, 01 mt. Mentre, la medaglia di bronzo è andata al francese Mathieu Fabry, che ha nuotato per 176, 96 mt. Quindi, il quarantaduenne campione trentino chiude il mondiale con un’altra medaglia, quella più importante, dopo l’argento vinto a Polignano a Mare nel mondiale di Jump bleu.
Delusione per Michele Giurgola, il giovane atleta leccese, che non è riuscito a superare il quinto posto con 143,50 mt.
Una prova incolore anche per la recordwoman italiana, Paola Tagliabue, che ha disputato una gara sicuramente non all’altezza delle sue qualità. Per lei solo 122,15 mt e un ottavo posto, l’ultimo a disposizione in classifica.
Ma l’Italia riesce comunque a salire sul podio, conquistando il bronzo grazie all’ottima prestazione di Francesca Scolari che, a due atlete dal termine della finale femminile, era in testa con il nuovo record mondiale (170,78 mt). Ma le sue avversarie, la turca Can Derya con 184,22 mt prima e la campionessa russa Natalia Babich, che ha così stabilito il nuovo record mondiale con 195,02 mt, poi, non le hanno concesso la vittoria.

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