Rissa sfiorata in Consiglio Comunale

Francesco Petruzzelli

Manca il numero legale su un odg. Scatta il putiferio. Consiglio sospeso

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Forse saranno stati i 45 gradi in cui boccheggiava Bari, forse sarà stata la presenza dell’esercito dei precari che ad ogni attacco dell’opposizione regalava un fiume di applausi, ma di certo al Comune di Bari c’è stata aria di rissa sfiorata.
Che non sarebbe stato un consiglio comunale facile già lo si intuiva dalle parole di mezza opposizione, tra i vari Cipriani, Cea, Monteleone e Melchiorre, che hanno cavalcato (ovviamente) l’onda della protesta ed insistito affinché i manifestanti fossero ricevuti dagli assessori.

Tanti gli ordini del giorno, tra cui quello sulla graduatoria degli aspiranti istruttori amministrativi in attesa di assunzione dopo regolare concorso bandito nel 2001. Fatale è stata la votazione sui 500 mila euro per il finanziamento del progetto legalità ed inclusione sociale, votazione per la quale è mancato il numero legale, soprattutto dopo i 3 minuti che il Presidente del Consiglio, Giuseppe De Sanctis, è tenuto a dare per effettuarne la verifica (su richiesta di un consigliere). Inevitabili accese discussioni con alcuni esponenti di maggioranza che hanno cercato di entrare in aula per garantire il numero legale.

Si sono sfiorati momenti di rissa con l’acceso diverbio verbale Melchiorre-Veronico e con il presunto spintone “con la pancia” che il Sindaco (accorso subito in aula) avrebbe dato al capogruppo Udc Loiacono con successivo attacco verbale (“Vergognati, esci fuori”).
Momenti di tensione palpabile che hanno costretto il Presidente del Consiglio De Sanctis a sospendere la seduta del Consiglio, alla cui ripresa l’opposizione ha preferito mancare abbandonando l’aula.

Solidarietà è stata espressa dal gruppo di An al consigliere Udc Loiacono.
Una giornata da bollino rosso non solo per il caldo, ma anche per lo spettacolo.

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