Tutti pazzi per il Fiorello-show

Stefania Losito

Nel mirino del comico anche Vendola e Matarrese

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Poliedrico, Esilarante, complice. Fiorello, ieri sera allo stadio delle Vittorie con il tour “Volevo fare il ballerino…e non solo”, ha conquistato davvero tutti. Centocinquanta minuti senza mai un calo di attenzione da parte del pubblico, senza alcuna pausa da parte sua: gli occhi degli spettatori erano rivolti allo showman, alla scenografia, ai 14 elementi dell’orchestra (per metà pugliesi) diretti dallo scoppiettante maestro Enrico Cremonesi e con la regia di Giampiero Solari. Al botteghino tutto esaurito e ne valeva la pena. Si fa perdonare subito il ritardo di 40 minuti con una gag ancora prima di entrare in scena. Gioca con il pubblico fingendo di essere Mike Buongiorno, prende in giro persino il venditore ambulante di acqua (c’era davvero da prenderlo in giro: una bottiglietta costava 2 euro!). E tutti si divertono, a tutte le età. Non risparmia battute su Berlusconi, Cassano, persino su Matarrese e Vendola, e sugli spettatori con i biglietti omaggio. Simula un duetto in diretta con Michael Bubblè e con una parrucca bionda tenta un ridicolo ‘tuca tuca’ con l’aiuto della spalla Cremonesi. Ripropone un Otello shakespeariano in chiave contemporanea, che del classico non ha proprio nulla, ma diverte. E c’è persino Carla Bruni, tra i personaggi presi di mira con le sue imitazioni. Con una gag su Andrea Camilleri ricorda il programma Viva Radio 2, che lo ha portato alla conferma del successo, in coppia con Marco Baldini. L’ha aiutato anche la conoscenza del dialetto barese imparato durante il servizio militare tanti anni fa, quando ha raccontato di essere andato in giro per Carbonara, Modugno, via Sparano.

Fiorello, insomma, non ha deluso nessuno, e se ci fossero stati dubbi sul costo un po’ alto del biglietto, ieri sarebbero stati fugati. Gli spettatori venivano da tutta la Puglia, non avevano età precisa, e non si sono risparmiati nel giocare con il Fiore nazionale, lasciando che creasse atmosfere allegre e momenti emozionanti. Ma mai commoventi: Fiorello non sa cosa significa commuovere per affascinare. Lui esercita il suo fascino parlando come chi lo ascolta, osservando il pubblico, restando spontaneo. E non abbandona mai le sue origini: alla fine della serata, il ragazzone con la coda nera del Karaoke è tornato sulla scena (con qualche anno in più, pizzetto e capelli brizzolati).

Un oneman show che neppure per un istante ha subito colpi, neanche per un momento si è avuta l’impressione che da solo non reggesse la scena. Quelli come lui li chiamano ‘animali da palcoscenico’, anche se qualche volta, come in questo caso, sarebbe meglio chiamarli artisti senza che si pensi ad un abuso del termine. Giudizio finale: promosso con il massimo dei voti. “Volevo fare il ballerino” gli ha permesso ancora una volta di fare centro (nelle casse e) nei cuori.

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