Premio Tatarella alla stretta finale

Quando lo presentò al pubblico, Pinuccio Tatarella annunciò, come al solito senza mezzi termini, che ne avrebbe fatto il Campiello del Sud. Per la prima volta, la città di Bari si dotava di un Premio letterario, per il quale era stato scelto un nome impegnativo "Costiera di Levante". Il Mediterraneo, chiodo fisso nella mente dell’allora Assessore alla Cultura del Comune (lo aveva voluto inserire persino nel nome dello stesso Assessorato) era dunque punto di partenza, o di approdo, di quello stesso Premio. Pinuccio Tatarella fece in tempo a vedere una sola premiazione, quella del 1998, il primo anno, trionfò Ettore Masina, e a presentare il secondo, che poi sarebbe stato vinto da Dacia Maraini. Come andò è storia nota, Tatarella non riuscì a superare un delicatissimo intervento di trapianto di fegato ed una luce si spense, irreparabilmente.
Ma è pur vero che, se gli uomini possono morire, le loro opere no. Esse sopravvivono nel tempo e tocca ad altri uomini continuare a lavorare in quella direzione. E siccome la cultura non ha bandiera, non ha colore, è cultura e basta e a questa città servono uomini che, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche, la amino e la facciano crescere, il Premio letterario "Città di Bari – Costiera di Levante, dal 1999 anche, Pinuccio Tatarella" ha continuato a vivere, prima sotto la guida dell’assessore Angiola Filipponio, che di Pinuccio Tatarella è la vedova, poi sotto quella di Nicola Laforgia, dal 2004 assessore alle Culture del Comune.
Questa sera, quindi, il Premio si appresta a vivere la propria decima serata di gala. Un traguardo che avrebbe riempito di orgoglio lo stesso Tatarella e che evidenzia la ferrea volontà di andare avanti nel nome della crescita culturale di questa città. Alla stretta finale, come da regolamento, sono arrivati in cinque, ossia Francesco Piccolo con "L’Italia spensierata", Vitaliano Trevisan con "Il Ponte", Andrea Di Consoli con "Il padre degli animali", Brunella Schisa con "La donna in nero" e Mario Desiati con "Vita precaria e amore eterno". Scrittori, in larga parte giovanissimi, ma di già consolidata fama. La rosa è il frutto del lavoro della Giuria di qualità, presieduta da Walter Pedullà, mentre l’ultima parola è toccata alla Giuria popolare, composta da 400 elementi, scelti tra studenti delle Superiori, universitari e del I Master dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia. A scrutinio segreto, i 400 hanno scelto la propria opera preferita. Il nome salterà fuori, al termine dello spoglio, questa sera, intorno alle 23, a Parco 2 giugno. Cerimonia aperta a tutti, presentata da Marino Sinibaldi e Annamaria Minunno , con gli interventi dell’attrice Maddalena Crippa e dei Radiodervish. Due i Premi già conferiti dalla Giuria di qualità: la sezione Saggistica è andata a "Le Ragazze di Benin City", opera firmata da Laura Maragnani e Isoke Aikpitany, mentre il Premio Speciale è andato allo scrittore israeliano David Grossman, che ieri ha anche ricevuto le chiavi della città.
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