Sicurezza stradale, il prefetto: “La repressione non basta”

“Occorre far capire ai giovani il valore della vita anche attraverso le regole della buona educazione”
All’indomani dalla più che discutibile giornata di lutto indetta dal Comune di Bari (almeno per lo sterile impatto che ha avuto nelle coscienze dei baresi in una domenica di luglio soleggiata e deserta), sulla prevenzione e la sicurezza stradale interviene il prefetto di Bari Carlo Schilardi: "La repressione non basta se non supportata dalla diffusione delle regole di buona educazione”.
“E’ intollerabile – continua il prefetto – che a mezzogiorno ci sia qualcuno che guidi a 140 chilometri all’ora sul lungomare. Qui è in ballo la sicurezza dei nostri ragazzi a cui devono essere rivolti messaggi chiari che li inducano a dare valore alla vita”.
Per questo la Prefettura di Bari ha deciso di mettere in piedi una campagna di sensibilizzazione integrata: forze dell’ordine, associazioni e gestori di discoteche. Insieme in un programma d’intervento contro le stragi della strada. Eloquente il tiolo: "Accorcia la notte e allunga la vita".
Diversi gli strumenti che verranno utilizzati nel corso di questa campagna di prevenzione. Si parte dalle immagini scioccanti dei tamponamenti mortali del sabato sera. Vite spezzate in un crogiolo di lamiere che lasciano senza fiato. I video saranno trasmessi due volte a settimana all’interno delle principali discoteche pugliesi. Non finisce qui. Ad aspettare i ragazzi fuori dalle discoteche ci saranno le forze dell’ordine, che presiederanno il territorio fino alle tre del mattino. L’associazione “Vivi la strada” di Putignano, inoltre, distribuirà ai giovani "alcol test" usa e getta per testare l’eventuale presenza di alcol nel sangue di chi guida.
Intanto da lunedì il prefetto Carlo Schilardi, in accordo con la Polizia Municipale, ha dato avvio ad una operazione di controllo sul territorio. Così armati di etilometrii e telelaser, i vigili urbani hanno potuto verificare rispettivamente l’eventuale presenza di alcol negli automobilisti e la velocità di percorrenza delle auto in più di cento controlli.
“Non dobbiamo pensare a sanzioni fini a se stesse – ha concluso Schilardi – ma occorre incentivare la prevenzione in città anche attraverso la costruzione di maggiori dissuasori di velocità e di rotatorie".
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