Sportello immigrati Rdb/Cub Bari: “Basta con le dichiarazioni, bisogna agire”
Le pratiche per la loro regolarizzazione è bloccata da sei mesi. Molte delle cause sono da imputare al sito delle Poste italiane
Il centro di raccolta (CSA), delle pratiche dei permessi e carte di soggiorno, delle Poste italiane s.p.a. sta bloccando molte pratiche perchè ritenute anomale. Vogliamo precisare che molte di queste anomalie sono dovute a delle indicazioni errate che il sito web ha dato, come avevamo segnalato precedentemente su scandali che erano emersi e che abbiamo denunciato. Ma finora non c’è stata nessuna correzione o aggiornamento per superare le informazioni che il sito www.portaleimmigrazione.it e il kit cartaceo stanno continuando a rivelare.
Attualmente tutte le richieste di rilascio o di aggiornamento della carta di soggiorno avviate secondo “l’informativa generale del sistema”, in cui si evidenzia testualmente: “la richiesta di carta di soggiorno per se e i propri familiari deve essere consegnata in un unico kit, che contenga il modulo 1 e il modulo 2 qualora il familiare percepisca un reddito, per ciascun componente il nucleo familiare per il quale si richiede la carta”, sono state bloccate da sei mesi. Gli addetti di questo centro non sanno come lavorare sulle stesse e, quindi, per l’ennesima volta gli unici a dover pagare i danni saranno sempre gli immigrati.
Attualmente non si sa a chi rivolgersi per sbloccare queste situazioni che hanno complicato e peggiorato la vita di tutti gli immigrati, che stanno subendo disagi economici e psicologici. Pur essendo gli unici a rispettare i loro doveri di cittadini e non avendo nessun riscontro per i loro diritti, dovendo subire ricatti e intimidazioni, che derivano persino dal governo, che invece dovrebbe tutelare questi lavoratori che da anni vivono e partecipano alla spesa pubblica dello Stato, gli immigrati continuano a essere discriminati.
Abbiamo letto l’ennesima dichiarazione di Amato che continua a ribadire che loro hanno ereditato il sistema dal governo precedente e che, quindi, non possono fare niente. Ora basta con le dichiarazioni, bisogna prendere provvedimenti anche perchè l’accordo (trasmissioni in 20 giorni) non è rispettato, il sistema non funziona e i permessi sono bloccati. Noi non lo possiamo accettare e, perciò, chiediamo al governo più responsabilità per affrontare con giusta misura la politica sull’immigrazione. Questo significa smettere di improvvisare, ogni giorno, cose nuove, trascurando gli stessi immigrati che ormai dovrebbero essere i primi interlocutori, per iniziare davvero una svolta che potrà portare a soluzioni vere e stabili.
Per un primo passo chiediamo:
– che le poste italiane s.p.a. sblocchino e trasmettano le pratiche alle questure di competenze,
– il rilascio di un permesso di soggiorno di al meno due anni per ogni richiesta,
– la soppressione del contratto di soggiorno che non ha nessun senso e nessuna importanza, se non quello di complicare e ritardare i rinnovi, se pensiamo all’assurdità dell’obbligo di presentare la ricevuta di raccomandata che i postini non trasmettono mai,
– di aprire una vera riflessione con l’ANCI per il passaggio di competenza dei permessi ai comuni.
Amadou
per lo Sportello Immigrati RdB/CUB, Bari
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