Guzzetta e i referendum: pronti alle firme nella Movida

Stefania Losito

2000 firme raccolte nei circoli del barese per il referendum elettorale

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Un vero e proprio impegno bipartisan, quello della raccolta firme per il referendum elettorale. Ieri sera, nella cornice suggestiva di Villa Romanazzi, le Associazioni cristiane lavoratori italiani (Acli) e quelle più vicine ai partiti d’opposizione hanno consegnato al presidente nazionale del Comitato Referendario, Giovanni Guzzetta, parte delle 2000 firme raccolte in giro tra circoli e associati della provincia barese.

C’erano rappresentanti di Alleanza nazionale, dell’associazione Futura Ds presieduta da Enzo Augusto con 1.300 sottoscrizioni, e della Lista civica di Monopoli che vorrebbe aggiungere ancora altre adesioni alle 900 già consegnate. E lo farà sul litorale di Monopoli-Capitolo, sabato sera, partendo da piazza Vittorio Emanuele, per arrivare nei pressi dei locali e delle discoteche che raggruppano la movida pugliese nel weekend. Una vera e propria “notte bianca referendaria” come “estrema ratio – ha spiegato il presidente Acli Puglia, Giuseppe Ardito – per garantire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti alle prossime elezioni, di fronte a una politica che si dimostra sorda”.

Durante l’incontro, Guzzetta, per la prima volta a Bari, si è detto soddisfatto del primo bilancio ottenuto a pochi giorni dalla consegna delle schede in Cassazione, prevista per il 24 luglio. “I cittadini hanno risposto con grande entusiasmo in Puglia – ha detto – ci vuole uno slancio rafforzato in questi ultimi giorni”. Al Sud continuano ad aderire alla raccolta, raggiungendo punte altissime, come a Ceppaloni (paese originario del ministro Mastella, ndr!) dove in mezz’ora hanno aderito 50 persone, quasi una ogni minuto e mezzo. Intanto si attendono i risultati ufficiali prima della presentazione dei documenti alla Suprema Corte.
Dell’iniziativa fanno parte anche Ezio Curiale (Libertà Uguale); Adriana Poli Bortone (Alleanza nazionale); Vera Guelfi (associazione Partito Democratico); Paolo Loporchio (Patto Segni); Claudio Stefanazzi (Laboratorio Democratico Europeo).

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