Vasco tutto cuore e musica

Antonella Ardito

In sessantamila (sicuri) al San Nicola per continuare a Vivere nel segno del rock

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Uno spettacolo fatto di un palco multimiliardario, di ledwall multicolor e della forza, delle urla di tutto un sud accorso allo Stadio San Nicola per riempire spalti e prato in onore di Vasco.
Bari ieri è stata Buona e Cattiva insieme: buona perché ha riscoperto la voglia di divertirsi ma ha saputo anche fermarsi a riflettere sulla morte assurda di Mimmo Bucci. Su Albachiara scatta il saluto al cielo del rocker di Zocca: “Ciao Massimo (Riva, il suo chitarrista scomparso nel 1999 ndr) ciao Mimmo”. Scatta l’applauso di tutti, e i napoletani e tutti gli “stranieri” accorsi al San Nicola già nella notte di lunedì per poter essere i primi ai cancelli aperti alle 15.30 chiedono chi è Mimmo. Spiegarlo è semplice, capire la sua morte ancora no.

La Bari Cattiva è invece quella che ha sporcato il suo Stadio fino all’inverosimile, quella che ha sfondato i bagni chimici e che non ha saputo gestire il deflusso al termine del concerto.
Soliti “casini” da concerto, purtroppo.

Sul piano musicale Vasco ha accontentato tutto il pubblico, cambi d’abito inclusi: sale sul palco puntuale alle 21,30 con giacca di pelle rossa e soliti occhiali a schermo, per poi calare un trench di pelle nero e una fine camicia dello stesso colore. Il suo incipit è Basta Poco, anche titolo di questo tour 2007, poi c’è spazio per un solare Voglio Andare al Mare e per l’inedito Non sopporto. Ma è il Vasco melodico e melanconico quello che vede tutti cantare: Siamo Soli e un Senso, tutti stretti fino a Rewind, Stupido Hotel e Ogni Volta, per capire come Rossi non è solo il cognome più “usato” in Italia ma è una ragione di vita che travalica tutto.

Lo Stadio ieri era pieno di famiglie, generazioni veramente unite nel nome di un unico aggettivo coloristico maschile plurale: e una riflessione è d’obbligo, accanto alle bandiere del Bari e agli striscioni “Matarrese Vattene” non puoi non pensare a questa astronave metodicamente svuotata dal calcio.
Le tre ore di musica e spettacolo di luci che Vasco lascia nel cuore di quest’estate barese non ha precedenti: e l’unica domanda alla fine è “Vasco quando torni?”

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