Morire senza un perché: lo sforzo silenzioso di Ciao Vinny
Pubblichiamo la lettera di uno dei tanti ragazzi che collaborano con la onlus barese per risparmiare vittime alla strada
Gentile direttore,
vorrei esprimere a titolo personale e a nome dei ragazzi della Fondazione il mio affetto verso i familiari di coloro che hanno perso la vita nella scorsa settimana sulle strade di Bari.
E ci addolora che questi momenti vengano utilizzati per provocazioni, che mi sembrano davvero inopportune.
Noi della Fondazione conosciamo fin troppo bene questo dolore. E’ lo stesso che ci spinge ad andare avanti e a provare, nel nostro piccolo, a far sì che qualcosa cambi, lavorando con studenti e professori delle scuole, con i giovani di tutta la Puglia, cercando di confrontarci utilizzando il loro linguaggio, cercandoli nei loro luoghi, incontrandoli con i loro tempi.
Da volontario, in questi anni ho personalmente incontrato migliaia (quest’anno più di 2000 solo nelle scuole) di persone con cui ho condiviso momenti di confronto intenso. Durante i nostri incontri, ho visto ragazzi piangere, li ho sentiti riflettere, porre giuste domande su un tema che, vi assicuro, dal punto di vista di un adolescente di oggi, non è così facile come a tutti può sembrare.
Io studio Medicina. Mi devo ancora laureare. Tuttavia, tutto ciò mi spinge a donare per questa causa ogni mio minuto libero, non pensando di essere un missionario o qualcosa del genere, ma semplicemente uno che ha vissuto un’esperienza brutta che vorrebbe che gli altri non vivessero mai.
Per tali motivi, abbiamo voluto fortemente impegnarci anche in altri ambiti. In silenzio, anche grazie al Comune di Bari, aiutiamo i piccoli ospiti di un orfanotrofio barese e nello stesso tempo sosteniamo operazioni umanitarie in Paesi in via di sviluppo.
Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo, trasformare i sistemi di mobilità o mutare gli assetti urbanistici di una città, ma solo di far pensare i ragazzi.
Perché sulla strada, a piedi, in bici o in auto, le scelte che si fanno in pochi secondi contano più di tutto. E noi lavoriamo perché in quei secondi sia chiaro a tutti che la posta in gioco è alta. Tutto ciò vi sembra poco?
Come vede, gentile direttore, lavoriamo con tante realtà, locali e non, e siamo sempre aperti a collaborare con tutti quelli che credono che le piccole cose, un giorno, daranno grandi risultati.
Possiamo contare i morti, ma più difficile è contare quelli che si salvano, anche grazie a chi si impegna su questo fronte.
Invito tutti quelli che ne hanno voglia, a lavorare insieme a noi, per non dover più piangere giovani vite spezzate dalla strada.
Alessio Casalino
Fondazione Ciao Vinny
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