Storie di ordinaria vacanza

Riceviamo e pubblichiamo

Una segnalazione di truffa e di sopruso sul promontorio del Gargano

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Sig Direttore,

la Puglia è la regione delle vacanze per me e per la mia famiglia. Quest’anno, a giugno, a Peschici. Tramite internet ho scelto un bilocale in un edificio signorile, adornato sul fronte da una bella scalinata e impreziosito dal troneggiare di una statua. Le foto e il proprietario mi assicuravano una piacevole abitabilità dei locali.

Una truffa.

Mi sono visto assegnare una sorta di angusto garage ristrutturato, dal soffitto poco più alto di un uomo, buio, claustrofobico, con finestrelle di un’anta. Per giunta, le stesse si affacciavano su un cortiletto interno cinto da un muro che precludeva ogni vista.

Un carcere, per vacanza! Inutili le nostre sacrosante rimostranze e la richiesta di restituzione della caparra di 330 euro. La gentile signora ci tappa la bocca: suo marito, dice, è un avvocato e un pezzo grosso al Comune.

Ci rivolgiamo ai carabinieri. Il comandante sembra interessato alla nostra avventura, ma quando telefona al proprietario avvocato, sento che gli dà il tu. Ringrazio e saluto.

Ezio Pelino

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