In arrivo le sezioni primavera, contro la cronica mancanza di asili nido

Danilo Calabrese

A disposizione per tutto il territorio nazionale 30 milioni di euro provenienti da fondi ministeriali

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Comincerà a settembre la sperimentazione delle sezioni primavera in Puglia. Sono servizi socio-educativi aggregati e di supporto agli asili nido e alle scuole materne pubbliche e paritarie, pensati per i bambini dai 24 ai 36 mesi. Il protocollo d’intesa, firmato oggi tra Regione Puglia (assessorati alla solidarietà sociale e al diritto allo studio), Ufficio scolastico regionale, ANCI e UPI Puglia, CGIL, CISL e UIL, ha stabilito la nascita di una cabina di regia regionale interistituzionale, che curerà e supervisionerà ogni passaggio del programma.

“E’ un primo passo”, commenta l’assessore regionale alla solidarietà sociale, Elena Gentile, “e certamente ve ne saranno molti altri”. E come ogni test sarà necessaria la buona volontà di tutti, come è accaduto finora, fino alla firma dell’accordo cui hanno contribuito tutti, istituzioni e sindacati, in egual misura. L’intento è quello di avviare una vera e propria programmazione di interventi, che porti ad una salda strutturazione di servizi qualificati di processi educativi per bambini da 0 a 6 anni.

“Se la sinergia tra i diversi enti coinvolti funzionerà”, dice l’assessore regionale al diritto allo studio, Mimmo Lomelo, “ovviamente la sperimentazione potrà diventare stabile”.
La Puglia
, perfettamente in linea con la ratio della legge n. 19 sul sistema integrato dei servizi sociali pugliesi, è la prima regione a dotarsi di questo strumento. E lo fa a soli venti giorni dalla sigla dell’accordo Stato-Regioni che lo ha previsto.

A disposizione 30 milioni di euro, provenienti dai fondi dei ministeri della pubblica istruzione, del welfare e della famiglia e che dovranno essere suddivisi tra tutti i partecipanti sul territorio nazionale. Le scuole interessate potranno accedervi presentando domanda all’Ufficio scolastico provinciale entro il 10 luglio. I progetti verranno poi trasmessi entro il 25 luglio a Roma, che pubblicherà i risultati un mese dopo. 

Si cercherà di avvantaggiare i territori maggiormente sprovvisti di tali strutture, ma la perequazione territoriale verrà decisa principalmente dagli interventi economici a sostegno del progetto dei singoli comuni. Così come saranno sempre le amministrazioni locali a stabilire le rette di iscrizione. “Abbiamo voluto lasciare molto spazio alle decisioni dei comuni, che conoscono bene le loro realtà”, spiega l’assessore Gentile.

In Puglia la situazione, da questo punto di vista, non è più delle rosee. La richiesta da parte delle famiglie di asili nido e strutture simili è coperta solo per il 9,6 %. Con le sezioni primavera si tenterà di colmare il più possibile il divario tra domanda e offerta. “Si tratta di servizi di qualità con un’ottimizzazione della spesa”, dichiara Lucrezia Stellacci, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale. “E’ un traguardo per la Puglia, che non ha nulla da invidiare a molte regioni del nord, all’avanguardia in questo settore”.

Al momento, non si hanno dati precisi sul numero di domande pervenute. Solitamente, spiegano, si concentrano tutte nell’ultimo giorno disponibile.

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