Margherita a Vendola e Godelli: “Queste delibere sono da rifare”

Verrebbero sacrificate le attività degli enti locali che non hanno ricevuto finanziamenti statali
Tornano a mettere in discussione il lavoro della giunta Vendola i sei consiglieri regionali de la Margherita. Dopo aver siglato la pace con il suo “ex avversario politico”, Peppino Pirro, Dario Stefàno, assieme ai cinque consiglieri Pina Marmo, Cappellini, Ognissanti, Olivieri e Pelillo, con due interrogazioni urgenti a Nichi Vendola e all’assessore alla cultura, Silvia Godelli, chiede di rivedere l’intero impianto progettuale delle due delibere, attraverso cui la giunta regionale ha finanziato le attività culturali e dello spettacolo pugliesi per l’anno in corso.
“Rimodulare gli interventi finanziari previsti, perché ritenuti discrezionali e discriminatori”. Un’accusa diretta, nata dalla scarsa considerazione, secondo gli accusatori, in materia di spettacolo, verso tutte le attività degli enti locali che “vengono sacrificate per il sol fatto che i loro progetti non hanno ricevuto finanziamenti statali”. Una decisione che, secondo i sei consiglieri diellini, “tradisce il principio di sussidiarietà e spinge i piccoli comuni verso l’isolamento culturale”. E a determinarla è il “paradosso che tali progetti, invece di essere ancor più sostenuti dalla Regione, vengono penalizzati”.
Stefàno e gli altri hanno evidenziato, inoltre, che le scelte nel settore delle attività culturali non danno modo alla regione di ristabilire “l’obiettivo del riequilibrio territoriale, finalizzato alla perequazione delle opportunità all’interno del territorio, e la graduale creazione di competenze e di progettualità nei territori che esprimono minori capacità di valorizzazione del patrimonio culturale”, così come stabilito dal programma triennale. La graduatoria, infatti, premierebbe l’esperienza di diversi anni rispetto ad una meno consolidata nel tempo.
Infine, la delibera, che non chiude del tutto le porte a chi non è rientrato, in quanto ha già ricevuto il contributo per lo spettacolo, se nel corso del presente esercizio finanziario spunterà la possibilità di usufruire di ulteriori risorse, stabilisce la definitiva inamissibilità dei progetti inferiori a determinati criteri minimi fissati dal programma triennale, ovvero una cifra inferiore ai 10.000 euro. Ma nella stessa graduatoria sono finanziati alcuni progetti con un contributo di 8.000 euro (“in via del tutto eccezionale”).
“Pertanto”, è il commento di Stefàno, “chiediamo che anche questa delibera venga rimodulata dalla giunta, in modo tale che l’azione regionale possa consentire una più capillare distribuzione delle risorse e di conseguenza una più diffusa azione di valorizzazione del patrimonio culturale in tutto il territorio pugliese”.
La giunta è avvisata.
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