L’Ateneo taglia le spese e i lavoratori protestano

Unitari e compatti, CGIl, CISL, UIL e UGL hanno mobilitato stamane i loro lavoratori davanti ai portoni dell’Ateneo: va in scena la protesta per il taglio delle spese destinate allae pulizie (50 per cento) che significa licenziamenti e riduzione di stipendio per i già precarissimi dipendenti delle “ditte” appaltanti.
Si parla di riduzione di stupendio pari se non superiore alla riduzione delle entrate: un salario di 700 euro scende di colpo a 350, insomma.
Una delegazione di lavoratori ha chiesto di poter essere ricevuta dal Consiglio di Amministrazione dell’Università.
Dall’Ateneo si limitano a farci sapere che si tratta di una necessaria razionalizzazione della spesa che non dovrebbe però ricadere, in termini occupazionali, sulle spalle dei lavoratori. Insomma pur senza dircelo, ci dicono che i lavoratori potrebbero essere usati come mezzo di pressione da parte delle ditte appaltatrici per non veder diminuire i loro cespiti di guadagno.
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