Meno incendi in Puglia
La provincia barese è quella con il più alòto tasso di incendi nella regione. A Gravina la bandiera Bosco Sicuro
E’ diminuito il numero degli incendi boschivi in Puglia dal 2003 al 2006: da 377 a 307. Gli ettari di superficie percorsi dal fuoco, invece, sono passati da 3.804 a 3.134.
E’ quanto rilevato nel dossier Ecosistema incendi 2007, redatto da Legambiente e dal dipartimento della Protezione civile nell’ambito della campagna nazionale Non scherzate con il fuoco. Al primo posto delle province pugliesi con il più alto tasso di incendi nel 2006 è quella di Bari con 97 roghi, seguita dalla provincia di Foggia con 84 e da Lecce con 65. Stesso primato per quanto riguarda gli ettari di superficie percorsa dal fuoco nel 2006: 1.390. A seguire Taranto con 859 e Foggia con 639.
Miglioramenti anche sul fronte del numero dei comuni interessati dagli incendi: si passa dagli 80 del 2003 ai 72 del 2006, vale a dire il 27% dei comuni pugliesi. Lo scorso anno i comuni in provincia di Foggia, che hanno vissuto il problema, sono stati 22, mentre in provincia di Bari 19.
La mancanza di collaborazione da parte delle amministrazioni comunali pugliesi è un altro dato rilevante del dossier: al questionario di richiesta dati per “Ecosistema rischio incendi 2007 in Puglia” hanno risposto in modo completo solo 20 amministrazioni comunali su 96, che hanno subito almeno un incendio di estensione pari o superiore ad un ettaro.
Tra le 15 amministrazioni nazionali, premiate da Legambiente con le bandiere Bosco Sicuro, c’è anche Gravina di Puglia, che ottiene per il secondo anno consecutivo il riconoscimento. Nella classifica generale seguono nella fascia di merito “buono” Minervino Murge, Statte, Lecce, Mattinata, Sannicandro Garganico. Nella fascia di “sufficienza” Palagiano, Corato, Putignano, mentre in quella dell´insufficenza Andria, Apricena, Foggia, Nardò, Carlantino, Santeramo in Colle, Bitonto, Vieste, Lucera, Rutigliano e Taranto.
Tra i capoluoghi di provincia e regione a livello nazionale si è distinto il comune di Lecce, primo pugliese, per il lavoro di mitigazione e di prevenzione degli incendi, piazzandosi al settimo posto dopo il Comune di Roma, mentre Taranto si trova al penultimo posto. “Sebbene le attività investigative del C.F.S. – commenta Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia – per reprimere il fenomeno degli incendi siano sempre più intense e l’impiego di elicotteri e canadair, in ausilio alle squadre a terra, si dimostri ogni anno più tempestivo ed efficace, è necessario fermare questo drammatico fenomeno, soprattutto eliminando “a monte” la possibilità di speculare sulla gestione delle aree bruciate. Il catasto delle superfici attraversate dalle fiamme, un’oculata manutenzione dei boschi, le campagne di avvistamento incendi e di informazione alla popolazione sono attività destinate a diventare il valido e unico strumento per arginare la piaga degli incendi dolosi innescati per perseguire solo interessi specifici”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito