Ragazzi down sulla cresta dell’onda

Aldo Cavallini*

A bordo si diventa parte di una piccola comunità affratellata dal comune scopo di navigare

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L’Italia è conosciuta nel mondo per le sue splendide barche a motore, ma la vela da sempre esercita una forte carica emozionale per chi la pratica. Veleggiare trasmette una sensazione assoluta di libertà mentre si scivola silenziosamente in mezzo ai gabbiani, fra le onde, nel vento. Si provano forti emozioni quando si evita la rotta di grandi navi che, passando con l’enorme frastuono dei motori, fa ribollire le onde intorno a noi. Queste sono le emozioni che stanno vivendo otto ragazzi, con Sindrome Down, inseriti nel progetto Vela per tutti.

Progetto nato dalla collaborazione della sezione di Bari dell’Associazione Italiana Persone Down con la Lega Navale Italiana di Bari. Il progetto si propone di avviare a tale pratica sportiva persone disabili utilizzando le stesse imbarcazioni utilizzate da skipper esperti o professionisti. Si vuole insegnare loro la pratica della navigazione a vela, insegnare il diverso andamento del vento, armonizzare il movimento del corpo con quello delle onde per entrare a diretto contatto con elementi naturali per instaurare con essi un rapporto positivo. Il mondo della vela è anche disciplina, comunione con gli altri, condivisione di uno spazio angusto e traballante come è quello di una barca. L’equipaggio diventa, quindi, la metafora di una piccola comunità perché navigare con un equipaggio composto da poche persone richiede doti comunicative e relazionali molto sviluppate.

A bordo di una piccola imbarcazione lo scambio sociale è vissuto in maniera rapida e intensa. Si scoprono segreti angoli della propria personalità e, soprattutto, si scoprono gli altri, i compagni di viaggio. La barca a vela diventa quindi uno strumento educativo che spinge tutti ad uscire dalla ristretta sfera individuale. Condivisione delle responsabilità, mantenimento dell’ordine, rispetto dei comandi impartiti, capacità di gestire i propri spazi e fronteggiare gli ostacoli in tempi rapidi, sono solo alcuni aspetti di un intero processo formativo-educativo che il progetto Vela per tutti, propone ai ragazzi con la Sindrome di Down.

Dalle situazioni più semplici come levare l’ancora, a quelle più complesse come la manovra di viraggio, la vela diventa per i ragazzi, un’occasione per migliorare le capacità di rapportarsi agli altri e di conoscere meglio se stessi. Possiamo dire: …Sempre il mare, uomo libero, amerai! perché il mare è il tuo specchio…(“L’uomo e il mare” – Charles Baudelaire).

*Lettore di Barilive.it

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