Carissimo amico Michele Emiliano, Sindaco di Bari

Franco de Mario*

Una lettera che oltre la solidarietà, esprime la necessità del rilancio del progetto politico del centro sinistra

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Abbiamo volutamente atteso qualche giorno prima di esprimerti, a nome dell’intero Partito e del suo gruppo dirigente, la più convinta disponibilità a rieditare per intero, ogni passo ed ogni gesto del percorso politico ed elettorale che ti ha condotto ad assumere, anche a nostro nome, il ruolo di leader della coalizione barese di centro sinistra fino alla definitiva affermazione politica ed elettorale.

Il tempo, come sai, è fondamentale per noi comunisti che abbiamo il vezzo di impiegarlo nel voler guardare cose ed accadimenti ben oltre la loro evoluzione occasionale, nel tentativo di condurli sempre a ragione compiuta.

A questa prassi mal s’addicono sia il rituale delle solidarietà accompagnate da qualche piaggeria di comodo e da qualche “no comment” vergognoso, sia i tentativi di bisbigliare verità più sostanziali strillando inconsistenti ma più suggestivi fatti; ancor meno concediamo all’invettiva iraconda e censoria.

Pur tuttavia siamo consapevoli di essere tutti dentro una straordinaria ma pericolosa fase della battaglia politica.

E’ ormai evidente in contesti sempre più ampi, come all’affermazione delle proprie opinioni e dei propri ancorché legittimi interessi, si intende giungere non attraverso l’argomentazione di progetto e/o l’esibizione dei risultati pratici conseguiti, bensì attraverso le scorciatoie suggestive del “detto non detto”, dell’utilizzo continuo delle “affermazioni sospese”, della superficialità di “confronti senza merito”, della calunniosa menzogna.

Questo modo di agire, assommandosi ai continui svuotamenti legislativi della partecipazione democratica e sostanziale dei cittadini, producono in ognuno, opinioni volutamente soggettive e singolari, quanto assolutamente differenti e difficilmente confutabili se non, appunto, per ogni singolo soggetto interlocutore.

Alimentare questo è, in realtà, è il miglior favore che quotidianamente si fa alla “negazione della politica”, ovvero a quel lucido disegno che imbarbarisce ogni relazione democratica tra i soggetti per affermare l’indistinta diversità sostanziale dei progetti, dei programmi e delle ipotesi di trasformazione e governo delle nostre collettività.

Colpire la politica esercitata colpendo i Partiti, si va disvelando sempre più chiaramente, anche per chi ha inconsapevolmente aderito alla suggestione ammodernante che ne sarebbe derivata dalla loro scomparsa, come il modo migliore per distruggere il più impegnato tentativo di rispetto del dettato Costituzionale che proclama la ricerca di soluzioni sostenibili il più largamente unitarie, per risultati il più massimamente condivisi, derivandone per conseguenza, l’esigenza di condurre un identico sforzo unitario e compartecipe nel conseguirli.

Ed anche per questo non è inscritta da nessuna parte la presunzione di differenza per competenza o capacità tra quelle due sfere che un tempo per migliore intendimento, ed oggi per più specioso calcolo, si definiscono ‘politica’ (vedi partito) e ‘società civile’, con tanto di puntigliosa proclamazione di insofferenza della seconda sulla prima.

Carissimo Sindaco Emiliano,

non è nostro costume argomentare avvisi ad alcuno, né tanto meno a chi, come te, ha acquisito importanti esperienze e penetrato professionalmente luoghi complessi e tragici di vita vissuta.

La nostra riflessione politica, al contrario, intendiamo si sottoporla all’attenzione tua e di tutte le forze politiche della coalizione, richiamando la particolare attenzione delle forze politiche della sinistra al governo della città, sul perché, improvvisamente, a fronte di una complessa vicenda giudiziaria che – a detta della magistratura – vedrebbe coinvolto fra i tanti un consigliere comunale trasmigratore interessato, emerge rispetto a questa e con maggior clamore una vicenda assolutamente irrilevante ma politicamente più pregiudizievole?

Si intende forse così, in similitudine al quadro nazionale, preparare il terreno molle della non breve fase terminale della consigliatura Emiliano, in attesa di chiarimenti di collocazione tra di Voi?.

Chi è interessato a far funzionare la politica come autobus da prendere e lasciare a seconda della fermata più conveniente, non è anche, probabilmente, interessato a tenere forzosamente aperto il brogliaccio dei vantaggi e svantaggi delle significative trasmigrazioni che, in larga misura, hanno già scomposto il quadro politico originario della coalizione, deprimendolo per alcuni e rendendolo poco agibile per altri?.

Poiché, ad oggi, fatti alla mano, la miglior prova di sé i partiti al governo, le associazioni, i movimenti e liste civiche l’hanno offerta esclusivamente nell’esercizio dell’azione amministrativa a corollario di quella lunga fase di battaglie vere e partecipate dai cittadini desiderosi di liberarsi della ex-Fibronit , un po’ meno di Punta Perotti, e di qualche altro bubbone che minaccia più da presso la quotidianità di tanti concittadini.

Questo, al netto dell’accrescimento cementizio dell’insediamento urbano della città che tanto vi contrappone, al netto delle eterne disquisizioni, ormai laceranti, su chi è con la Cittadella e chi no, al netto delle quotidiane esternazioni sui destini di altre appetibili aree urbanistiche, al netto del degrado urbano di tanti isolati ghetto della città, al netto della intollerabile insicurezza per i grandi e piccoli buchi nel territorio cittadino, per quello che mangiamo, per quello che beviamo, per quello che respiriamo, per le scuole e gli ospedali che frequentiamo.

Al netto dei conflitti tra rappresentanti istituzionali, tutti di centro sinistra, non solo per la primazia sul territorio, ma anche su nomine, incarichi e prebende.

E’ in rispondenza di questo che da troppo tempo inascoltati, noi Comunisti Italiani chiediamo un rapido ricomporsi politico e programmatico del lavoro di coalizione di tutto il centrosinistra pugliese, ricollocando la giusta funzione dei partiti e della cittadinanza attiva, e riassegnando ad una sinistra unita nuovi compiti politici e di rappresentanza.

Solo così infatti sarà possibile indurre tutte le parti coinvolte dentro l’ambito dell’esercizio democratico del Governo e dell’opposizione senza ulteriori e più gravi lacerazioni della relazione vitale per la democrazia tra gli interessi collettivi e singoli della cittadinanza e l’azione politica e di progetto, primario dovere dell’eletto e del designato a governare.

*Segretario Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani 

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