Cresciuta dell’8 % l’imprenditoria immigrata in Puglia
Carlo Schilardi: “Le facilitazioni di occupazione e le regolarizzazioni costituiranno le premesse per arrivare a maggiore ordine e sicurezza”
E’ cresciuta dell’8,24 % tra il 2004 e il 2005 l’imprenditoria immigrata della nostra regione. Nordafricano, in particolare, senegalese, tunisino o marocchino, età media inferiore ai 40 anni, maschio e con una passata esperienza lavorativa alle spalle. Questo l’identikit emerso da un “dossier” presentato ieri dal Gruppo permanente di statistica della Prefettura di Bari.
La ricerca, coordinata dal vice Prefetto Mario Volpe, si è avvalsa della collaborazione dell’Istituto di Studi sulle Società mediterranee, del Laboratorio di Pedagogia interculturale oltre che della Camera di Commercio, Istat, Comune e Provincia di Bari.
In Puglia gli imprenditori extracomunitari, registratisi nelle liste delle Camere di Commercio, sono passati da 8364, quali erano nel 2004, a 9053 nel 2005. Il 70 % di questi risiede nelle province di Bari e Lecce. In quest’ultima città, ad esempio, il 38 % dei piccoli imprenditori, regolarmente iscritti, sono extracomunitari.
I settori lavorativi, nei quali si concentrano maggiormente, riguardano il commercio all’ingrosso e al dettaglio per il 59 %, il manifatturiero con il 10,3 % e quello delle costruzioni edili con il 7,7 %.
Sono gli imprenditori extracomunitari della città di Bari ad essere davvero aumentati, sia in termini assoluti, che in percentuale. L’unico dato negativo, invece, è la scarsa presenza delle donne immigrate nel variegato mondo dell’imprenditoria.
I risultati della ricerca, illustrati ieri, servono soprattutto ad interpretare quello che sarà il futuro scenario legato al mondo dell’immigrazione. Il professor Luigi Di Comite, ordinario di Statistica presso la facoltà di Scienze Politiche di Bari, ha parlato “di un trend di crescita cui seguirà poi un brusco freno, dovuto alla futura cittadinanza degli stessi immigrati”. Secondo il Prefetto Carlo Schilardi, “le conseguenti facilitazioni di occupazione e regolarizzazioni costituiranno, poi, le premesse per arrivare a maggiore ordine e sicurezza”.
Da parte nostra, ci auguriamo che queste “nuove realtà imprenditoriali” siano sempre più numerose, radicate sul nostro territorio e integrate nel nostro paese.
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