Dal centro alla periferia: il San Paolo nella città che cambia

Paola Mammarella

Presto l’assessorato all’urbanistica si trasferirà proprio al C.E.P.

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“Le città stanno cambiando”. Esordisce così monsignor Francesco Cacucci, durante la conferenza per celebrare il ventennale del suo episcopato. Per la stessa occasione, nella chiesa di San Paolo dell’omonimo quartiere barese, sono stati presentati i risultati di una ricerca sulle periferie condotta dalla Caritas. Sono 10 le aree metropolitane prese in considerazione. Bari, Napoli, Milano, Roma, Firenze, Genova, Catania, Palermo, Bologna e Torino sono accomunate dallo stesso problema: quartieri periferici problematici, che possono essere rilanciati grazie al lavoro congiunto di cittadini e istituzioni.

Proporre soluzioni è l’obiettivo della ricerca “La città abbandonata: dove sono e come cambiano le periferie italiane”. “Una questione strisciante, tornata attuale dopo gli episodi di violenza parigini”, commenta Cacucci, che afferma, d’accordo con Mauro Magatti, Preside della Facoltà di Sociologia alla Cattolica di Milano, come le città stiano perdendo il ruolo di convivenza civile e cultura condivisa per diventare agglomerati indistinti e spezzati all’interno. Le periferie, intrise tradizionalmente di valori cattolici e operai, adesso si caratterizzano per una povertà non solo materiale, ma soprattutto culturale e sociale.

Molto avvertito il senso di intrappolamento. Chi vive in periferia non sa come uscirne. Allo stesso tempo gli altri diventano persone lontane che fanno paura. Dal contatto con un mondo “diverso”, col centro cittadino, nasce un risentimento generalizzato. Una base ideale per la nascita di violenza e rapporti umani degradati. Sui generis la situazione del San Paolo per Fausta Scardino e Francesca Bottalico, le ricercatrici che hanno condotto lo studio sul territorio. Innovativi i metodi usati, basati sull’analisi qualitativa e sull’interazione con i residenti. Vivere nel quartiere, dialogare con la gente, passeggiare, hanno mostrato un’area giovane, con un basso indice di vecchiaia e un alto tasso di disoccupazione.

Il 17% degli uomini non lavora, ma le statistiche salgono al 42% per le donne. Forte l’identità territoriale e l’orgoglio di appartenenza, in cui si può leggere il tipico atteggiamento difensivo degli esclusi. Consolidate le reti parentali, in cui è la donna a svolgere il ruolo predominante anche nelle famiglie allargate. Buone le potenzialità, dovute a comunità parrocchiali, associazioni di volontariato e settore no profit. Riguadagnare il rapporto di fiducia con i cittadini è il primo passo per il Presidente Niki Vendola. Possibile riconoscendo il diritto al lavoro e alla casa, utili per conquistare un’identità personale ben definita. Importanti anche gli ultimi investimenti per la costruzione di una linea di trasporto metropolitana e per il centro direzionale vicino a San Gabriele. In arrivo nuovi interventi. Parchi e piscine già in costruzione, secondo quanto detto dal sindaco Michele Emiliano.

Previsto anche il trasferimento al San Paolo dell’Assessorato all’Urbanistica grazie allo sfruttamento di fondi Por non utilizzati dalla precedente Amministrazione. Già siglato con il Comune di Modugno un accordo per creare un accesso diretto tra la s.s. 96 e la s.p. 231, ex s.s. 98. Misure che, oltre a migliorare la viabilità, accentueranno il ruolo strategico di un quartiere vicino all’aeroporto, dotato di scalo ferroviario e interporto. Il San Paolo diventa sempre più centrale.

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