Perinetti a Bari: “Il mio sogno è rivedere il San Nicola pieno”

Danilo Calabrese

Matarrese sulla cessione della società: “Ad oggi nessuno si è fatto avanti. Altrimenti avrei già venduto”

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“Se avessi avuto la possibilità di dare la responsabilità della società a qualcuno, l’avrei già fatto. Ma ad oggi non è ancora accaduto”. Il tormentone sul futuro della società (e del calcio) a Bari continua a tenere banco, con gli stessi identici parametri di quando è nato: Matarrese dice di voler vendere, acquirenti non ce ne sono. “La volontà di continuare a fare bene c’è tutta. Non me ne vado da sconfitto. Sono in molti a chiedermi di rimanere”, afferma ancora in conferenza stampa il presidente dell’As Bari.

E così il Bari riparte da due certezze: l’arrivo di Giorgio Perinetti, legato alla società da un contratto biennale, come direttore sportivo e la conferma sulla panchina di Beppe Materazzi. “Mi sono confermato da solo”, scherza il mister, che ora sa di star bene anche al nuovo ds, con cui da subito comincerà a impostare la nuova squadra. O meglio, il nuovo ciclo dei biancorossi. “Qualcosa quest’anno da un certo punto in poi non ha funzionato”, sostiene Vincenzo Matarrese, “e lo spogliatoio si è rotto. C’è voluta tutta la mia forza di volontà per evitare la catastrofe. Grande merito va a Materazzi”. Che, appena arrivato, si trovò di fronte all’ammutinamento di mezza squadra. “Qualcuno la deve pagare”, continua il patron del Bari. “Non posso fare nomi, ma ve ne accorgerete”.

Completamente fuori dai vecchi schemi, Giorgio Perinetti si mostra ottimista e pronto ad affrontare l’ennesima sfida di una brillante carriera, che lo ha visto protagonista delle sorti di squadre come la Juventus, il Siena negli ultimi tre anni di A, e per tre volte di Palermo, Napoli e Roma, dove è cresciuto professionalmente. “Sono qui”, esordisce, “per due motivi: perchè mi piace il meridione e Bari è una piazza importante e perché c’è Matarrese. Lui ha sempre una grande passione per la squadra e un grande orgoglio di essere barese”.

“Il mio obiettivo”, continua Perinetti, “è far crescere questa squadra da un punto di vista tecnico, soprattutto migliorando il settore giovanile. Nel tempo ciò crea un senso di appartenenza nei giocatori e un giorno sarà fondamentale per la squadra”. E quale miglior tecnico, se non Beppe Materazzi, per scommettere sui giovani? “Ma il mio primo obiettivo”, rivela, “è un sogno: rivedere questo stadio pieno”. Impresa difficile, ma non impossibile. Bari, come sostiene l’allenatore, “è una polveriera, cui bisogna solo accendere la miccia”. Ovviamente il mister fa riferimento all’entusiasmo da tempo soffocato dei tifosi, ma pronto ad esplodere con poco. Anche se rivelazioni su chi parte e chi resta non se ne fanno.

Di certo, chi non ha motivazioni a rimanere, andrà via, come hanno dichiarato tutti e tre assieme. E’ più che probabile che qualche pezzo da novanta (vedi Carrus, Santoruvo o Gillet) lasci i galletti. Il piccolo sardo ha già manifestato la volontà di approdare verso altri lidi. Comunque, il mercato del Bari dovrà ripartire proprio dai tre in scadenza di contratto l’anno prossimo. “Fra un mese la squadra sarà in ritiro”, dice Giorgio Perinetti, “perciò dobbiamo affrontare tutto abbastanza velocemente, soprattutto la situazione dei giocatori col contratto in scadenza”. Poi, ci sono le comproprietà da definire (vedi Gazzi) e, per il resto, “tutto dipenderà dalle condizioni di mercato”. Perciò, stavolta niente numeri e proclami di vittoria, che da queste parti non hanno mai portato troppo bene.

L’arrivo di Perinetti è senza dubbio buona cosa. Speranza comune è che porti con sé, una volta per tutte, l’agognata inversione di tendenza. Mentre Bari attende di “esplodere”.

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