3 domande ai Radiodervish

Claudio Cimaglia

Intervista al gruppo musicale barese alla Festa dei Popoli.

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In occasione della Festa dei Popoli, tenutasi a Bari presso il Centro dei Missionari Comboniani il 2 e 3 giugno, abbiamo rivolto tre domande ai Radiodervish, gruppo musicale italo-arabo.
Il gruppo è nato a Bari nel 1997 dall’unione musicale del palestinese Nabil Salameh, voce del gurppo ,e il barese Michele Lobaccaro, chitarrista.
Prima in Puglia, poi in giro per l’Italia, i Radiodervish stanno riscuotendo sempre maggiore successo grazie alla loro capacità di fondere musicalmente la cultura occidentale e quella orientale, dal cui connubio nasce un sound a cui è davvero difficile restare indifferenti.
Non solo; a livello testuale non passa inosservata una vera e propria mescolanza linguistica che carica di vitalità e freschezza le loro canzoni, che diventano una sorta di incontro interculturale.

La prima domanda posta a Nabil e Michele è stata proprio sulla Festa dei Popoli, della proposta multietnica di essa e dunque sulla presenza dei Radiodervish ormai alla quarta partecipazione consecutiva.
“La Festa dei Popoli cresce anno dopo anno e rappresenta uno dei momenti più belli organizzati per la città” ha risposto di getto Michele Lobaccaro, specificando come Bari stia diventando sempre più una città multietnica. “È dunque fondamentale la spinta verso un momento di dialogo tra la cultura barese e le sempre maggiori culture straniere con cui essa convive”.
Nabil Salameh a tal proposito ha spiegato come questa festa possa tranquillamente essere definita come la “festa della nuova società italiana, sempre più grande e sempre più colorata”.

La seconda domanda rivolta al noto gruppo ha riguardato il plurilinguismo di molti dei testi delle canzoni e dunque la capacità di unire lingue prosodicamente molto diverse come l’arabo e l’inglese, giusto per citare due casi.
Secco Nabil ha evidenziato come “se due o più lingue convivono benissimo a stretto contatto, è un peccato non mescolarle. Non si tratta di un’operazione fatta a tavolino; una lingua è esperienza, l’esperienza non è altro che emozione, e le emozioni, per essere godute, vanno confrontate, confuse e condivise. Quindi quattro lingue in una sola canzone non sono altro che quattro differenti mari che bagnano una stessa riva”.

Per quanto concerne la terza domanda, abbiamo preso spunto da una nota canzone cavallo di battaglia del gruppo; abbiamo chiesto ai Radiodervish dove si trova el “Centro del mundo”.
In maniera immediata Michele Lobaccaro, girandosi verso il pubblico e gli stand della festa ha affermato “El centro del mundo, è qui, questa sera”.
“Si sposta spessissimo da un luogo all’altro – ha incalzato subito Nabil – non è uno spazio fisico ma una zona del cuore; questa sera è qui, domani continuerà a seguire nuove emozioni”.

In questi giorni sono finiti i lavori per il nuovo disco su cui però hanno preferito non fornire anticipazioni. L’uscita di questa ultima fatica è prevista per ottobre.
Intanto Domenica 10 giugno i Radiodervish saranno a Milano presso l’Ex ospedale psichiatrico, per proseguire il tour “Amara Terra Mia” con l’attore Giuseppe Battiston, per poi recarsi in Spagna, a Valencia, dove il 15 giugno parteciperanno al Festival internazionale di musica e spettacolo “Sete Sois Sete Luas”.

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