Modugno: aumenta la rabbia anti centrale
Si susseguono gli incontri tra sindaci e istituzioni e la gente inizia ad essere stanca
Ancora irrisolto il contenzioso sull’impianto della centrale termoelettrica da parte della ditta Sorgenia. Rimane da costruire una strategia unitaria con la Regione Puglia. Preoccupante la situazione per i cittadini modugnesi, spettatori della conferenza “Percorsi di tutela ambientale” all’Istituto Tecnico Commerciale “Tommaso Fiore”. Durissime le loro reazioni, ricche di provocazioni e accuse di inerzia ai relatori. “Non si tratta di tenere la guardia abbassata”, afferma il moderatore Nicola Catucci, in attesa risposte concrete da parte di Regione Puglia e Ministero dell’Ambiente, dopo la raccolta di oltre 15 mila firme per fermare i lavori nella zona industriale. “Se non arriveranno saremo costretti ad azioni forti”, continua, “anche se non dovrebbero essere necessarie per difendere un diritto già sancito dalla Costituzione”.
Presente anche il sindaco di Bari Michele Emiliano. Il primo cittadino del capoluogo pugliese ha ribadito il suo impegno nella causa ambientalista “fin dalle prime manifestazioni, nonostante qualche piccolo incidente dovuto all’esibizione di simboli particolari”. Secondo la relazione del professor Montanari, studioso di nanopatologie all’Università di Modena, gli effetti delle emissioni nocive si estenderebbero per un raggio di 20 km, coinvolgendo i comuni vicini. “D’altra parte Bari non sa come chiudere il ciclo dei rifiuti”, prosegue Emiliano, consapevole che “è il luogo in cui si inceneriscono le balle a determinare i costi” e che “i sindaci vengono eletti in base a come sanno diminuire la pressione fiscale”. Chiarisce la posizione della Regione l’Assessore all’Ecologia Michele Losappio. “La Puglia attuale è contraria alla centrale”, afferma, riferendosi al protocollo di intesa firmato dal precedente governo regionale. Documento ostacolato da una negativa valutazione di impatto ambientale e dall’avvio del nuovo piano energetico. Sanare il deficit nazionale l’obiettivo principale. Possibile riducendo in 10 anni le centrali alimentate da carbone e olio combustibile, elevando dal 3 al 18% la produzione da energia rinnovabile e bloccando le centrali turbogas, se non in sostituzione di impianti più inquinanti. Richiama l’attenzione sulla legalità e lo Stato di diritto il sindaco di Modugno Giuseppe Rana. Assodate dannosità e inutilità della centrale per la Puglia, che produce più energia di quanta ne consumi, “è importante far notare una serie di omissioni che rendono l’autorizzazione impugnabile”, asserisce. Spicca la modifica del progetto da parte della Sorgenia, che ha portato da 7 miliardi di litri a 500 milioni il consumo d’acqua per il raffreddamento della centrale. Rettifica che doveva far nuovamente sottoporre il progetto al VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, nonostante le “condizioni migliorative” addotte dal Ministero della Attività Produttive.
Galvanizzante per il pubblico l’intervento dell’onorevole Elio Veltri, presidente dell’associazione “Il cantiere – Per il bene comune”. Medico a Pavia prima che politico, Veltri ha manifestato la necessità di scelte serie e oculate. Ostacolate da “valutazioni economiche che misurano tutto col metro del Pil, Prodotto Interno Lordo”, senza considerare un tasso di crescita basato sul binomio cemento – criminalità. Cifre allarmanti, composte da aumenti nel numero di tumori e malformazioni fetali dovute all’ambiente. Consumi sostenuti grazie all’economia criminale. Una situazione distorta, in cui “i partiti, divenuti oligarchie che pensano alla propria sopravvivenza, devono lasciare spazio alla politica seria e nobile, fatta da competenti che offrono un servizio ai cittadini”.
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