Il coraggio di dire basta e ricominciare da zero

Le parole assurde pronunciate da Leoluca Orlando al pari di quelle altrettanto censurabili del cavaliere Berlusconi, all’indomani delle rispettive tornate elettorali svolte nel nostro Paese, sono anni luce lontane da quelle pronunciate da Sarkozy e Royal dopo le elezioni francesi e rappresentano in maniera eloquente la cartina di tornasole della deriva morale e politica che c’è nel nostro Paese.
Occorre che i cittadini intellettualmente onesti incomincino a denunciare le derive o meglio “ i tradimenti “ della nostra classe politica. E’ anche altrettanto vero che il problema siamo noi che li tolleriamo. Di destra o di sinistra sono tutti uguali: un elenco interminabile di “ ceto politico “ che fa tutto quello che gli pare e piace. Il loro scopo è solo quello di incollarsi a quella poltrona di privilegi per coltivare ed espandere i loro interessi. Una volta eletti, diventano autoreferenziali e si sottomettono al potere invisibile ma molto reale dei “ nuovi padroni del mondo “ , cioè la nebulosa delle imprese transnazionali che tiene i governi in carica sotto un pugno di ferro e impone la sua dittatura, quella delle leggi del mercato e in particolare quello finanziario.
Sono ormai anni che si ripetono le stesse scene e ci hanno scippato anche la gioia di vivere e di programmare con un po’ più di serenità e di giustizia sociale la nostra vita e quella molto più importante dei nostri carissimi figli. Ho dedicato gli anni più belli della mia vita alla politica, quella pulita, quella fatta da persone perbene che danno tanto, molto, anzi moltissimo senza chiedere contropartite. Ho fatto politica stando in un partito negli anni in cui essere iscritto al P.C.I. significava essere seguiti dalla DIGOS o di essere svegliati nel cuore della notte con un consiglio di rendersi irreperibili ( leggi colpo di stato Borghese ) , poi nel P.D.S. ed infine nei D.S. per inseguire un progetto o meglio una utopia una Italia più giusta, più onesta.
Una Italia delle pari opportunità per tutti. Da volontario doc ho fatto decine e decine di feste dell’Unità sacrificando affetti, ferie e dando sia in termini progettuali che di forza lavoro tutto me stesso, per l’amore di servire la politica quella pulita fatta di ideali e fatta da persone perbene. Ho avuto l’onore e il privilegio di conoscere e fare lotte al fianco di uomini come Enrico Berlinguer e piansi al suo funerale a Roma nella Piazza di San Giovanni la sua scomparsa. Da quella scomparsa, da quella data , inarrestabile lenta è incominciata la deriva morale e politica del nostro Paese. Per queste motivazioni, stanco di lottare contro i mulini a vento mio malgrado e con la morte nel cuore, ho mollato tutto e ho buttato la spugna.
Ma sono anche convinto che un giorno non tanto lontano, e le premesse incominciano a delinearsi sull’orizzonte politico del nostro Paese, anche gli italiani sia che essi siano di destra o di sinistra riusciranno a capire tutto ciò. Riusciranno a capire che per cambiare l’Italia per rinnovare il nostro Paese, dobbiamo avere la forza di buttare fuori tutta questa rimescolanza di facce e riprenderci il comando. Dobbiamo avere il coraggio di ripartire da zero e rifare tutto da capo. Abbiamo bisogno di gente capace, selezionata nuova e di un sistema nuovo.
Dobbiamo smetterla di lamentarci in continuazione dobbiamo smetterla di premiare i furbi ed i portaborse o peggio ancora chi acquisisce consensi dando prebende e facendo politica nei corridoi, dobbiamo avere la forza che quando è il periodo delle elezioni di non fare la fila fuori dagli uffici dei vari candidati in politica per chiedere la raccomandazione per il figlio, il nipote o altro genere di favori, dobbiamo avere la forza di smettere di fare da burattini a della gente che dovrebbe essere a nostro servizio e che non ha ancora capito di essere dei gran pecoroni in mano a dei lupi travestiti da pastori.
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