Edilizia Giudiziaria: Fabio Cassano torna a far sentire la sua voce
Il presidente della Commissione Urbanistica al Comune di Bari pone dei punti di critica all’accordo del tavolo politico del centrosinistra
In riferimento alla conclusione dei lavori del tavolo tecnico sull’edilizia giudiziaria non posso esimermi dal formulare le seguenti preliminari considerazioni:
1) il consiglio comunale è stato mortificato in quanto allo stesso è stato precluso di esprimere l’indirizzo urbanistico in ordine al quale si sarebbero dovuti muovere i tecnici; questi ultimi poi dietro ordine del sindaco si sono limitati a rabberciare l’idea Arcipelago della giustizia;
2) politicamente tale scelta, sponsorizzata da Città Plurale-Sviluppo Sostenibile-PRC e la pletora di progettologi che da anni reclamano la marmellata dei finanziamenti pubblici, risulta chiaramente avversata dalla quasi totalità di avvocati, magistrati, dipendenti del comparto giustizia, nonché dai residenti delle tre circoscrizioni interessate;
3) urbanisticamente siamo difronte alla proposta peggiore in senso assoluto, che esige varianti illegittime ed illecite, e che comporterà un carico urbanistico tale da rendere assolutamente invivibile il quartiere Libertà.
Anziché insediare servizi di quartiere e soprattutto verde nelle aree più carenti della città, la singolare politica del riuso e della riqualificazione continua a prevede esclusivamente l’edificazione di centinaia di appartamenti da addensare in zone fortemente provate dall’assenza degli standard minimi di legge;
4) funzionalmente non si realizza l’accorpamento di tutti gli uffici giudiziari unitamente al nuovo carcere: è poi paradossale che i tecnici del tavolo abbiano deciso di ridimensionare il fabbisogno delle superfici come stabilito dalla competente Commissione di Manutenzione della Corte di Appello sulla base dei parametri ministeriali;
5) in presenza dell’ennesima idea ed in assenza del relativo progetto come al solito la copertura finanziaria viene ridotta a mero optional;
6) singolarmente nessuna valutazione comparativa con la cittadella della giustizia proposta dalla Pizzarotti è stata abbozzata dal tavolo tecnico; eppure sarebbe stato interessante comprendere gli autentici punti di forza e di debolezza di ciascuna proposta soprattutto sotto il profilo ambientale, urbanistico e finanziario;
7) quanto ai tempi di realizzazione, tenuto conto del contenzioso in atto con l’INAIL per l’immobile di via Nazariantz e degli espropri dei suoli privati di viale della Carboneria, la soluzione del sindaco ci riporta indietro di circa 20 anni.
Fabio Cassano presidente della commissione urbanistica Bari
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