I giochetti della gioventù

Fortunata Dell'Orzo

Un migliaio di ragazzini giocano a giocare, ballano e si divertono: ma lo sport che c’entra?

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Il Coni Regionale Pugliese, sotto la guida illuminata e disinteressata di Elio Sannicandro, che già che c’è fa pure l’Assessore Comunale allo Sport (scusate l’insistenza ma fino alla fine vedrete che anche lui capirà che c’è conflitto di interessi e sceglierà fra le due cariche) ha ideato un nuovo concetto di sport che assomiglia maledettamente a quello di una mega festa di compleanno: un migliaio di ragazzini buttati fra il tartan e il “prato” del campo Bellavista, al suono assordante di una musica Stump Stump, con sprazzi di latino, si sono dati appuntamento per una cosa che dovrebbe essere “I Giochi della Gioventù” ma che riteniamo sia più affine ad una ludoteca di massa che ad una manifestazione sportiva.

Un pomposo comunicato del Coni, inoltratoci dal solerte Fabio Nardulli, affermava che si tratta di una nuova formula, mirata al coinvolgimento di intere classi e non più del singolo atleta. Sarà…ma noi abbiamo avuto l’impressione, sicuramente errata, che fosse solo una grandissima confusione in cui ognuno faceva ciò che riteneva meglio di fare, sia pur sotto l’occhio di qualche maglietta azzurra del Coni.

Una ludoteca, insomma, più che un campo sportivo, dove anche il nobile intento di esaltare il lavoro di gruppo (ma tanto poi ci pensano i genitori a scatenare i peggiori istinti dei figli quando li mandano a pagamento presso piscine o palestre private) era mortificato dalla confusione totale e generale.

Nel generare e fare “ammuina” (nobile termine napoletano intraducibile che sta a significare un gran movimento senza costrutto alcuno, allo scopo di “far vedere” che si sta comunque realizzando qualcosa) il Coni regionale ha toccato con oggi il suo massimo culmine. Forse è un espediente per mascherare la sostanziale povertà di sport vero in questa città che corre tantissimo, che paga tantissimo per fare sport presso i privati, che non conosce vere manifestazioni sportive che non siano le kermesse della Uisp, quando ci sono.

Insomma, siamo ancora lontani da una politica dello sport come stile di vita, capace di essere presente davvero fra la popolazione e in grado di far abbassare i costi, spesso proibitivi, della pratica sportiva e di generare un vero vivaio.

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