PIRP sotto accusa: ci voleva maggiore ascolto
Su Japigia e per la zona di San Marcello è pronta a partire la riqualificazione…ma ci sono dei dubbi
Il Consiglio comunale l’11 Maggio ha approvato i progetti di riqualificazione dei quartieri S.Marcello e Japigia inseriti nel PIRP (piani di intervento di riqualificazione delle periferie).
Questi alcuni rilievi di carattere formale e di merito:
La procedura d’urgenza con cui i suddetti piani sono stati presentati in Consiglio non ha consentito una dovuta e approfondita conoscenza e, quindi una adeguata valutazione degli stessi, né ai consiglieri comunali, né alle Circoscrizioni interessate, né ai cittadini residenti, né alle associazioni e comitati.
Il PIRP invece ( al punto 6 ) prevede che in questi accordi tra amministrazione, enti pubblici e privati ci sia anche il coinvolgimento delle associazioni, delle cooperative di servizio e dei “non profit”. Esso rappresenta, infatti, uno strumento concreto e normativo della Regione Puglia per realizzare la tanto invocata e promessa democrazia partecipata, per coniugare i diversi aspetti del territorio e della società (pubblico – privato).
C’è anche il rischio che questa procedura d’urgenza possa diventare una consuetudine e una prassi per concedere facili “lascia passare” ad interventi edilizi puramente speculativi. Per questo esprimiamo la nostra preoccupazione e chiediamo l’uso di procedure chiare e rispettose delle regole.
Secondo le norme del PIRP (punto 3) hanno accesso ai finanziamenti regionali quei progetti i cui interventi sono finalizzati a:
“accrescere la dotazione dei servizi, del verde pubblico, delle opere infrastrutturali per migliorare la qualità insediativi dell’area e le connessioni di quest’ultima con la città.
Rinnovare i caratteri edilizi assicurando il risparmio nell’uso delle risorse naturali, il contenimento delle risorse energetiche e la promozione dei metodi costruttivi e dei materiali che rispettano l’ambiente”
Quindi nella fase di valutazione devono essere premiati e scelti i progetti che rispettano queste disposizioni e realizzano opere di qualità e secondo i reali bisogni dei residenti.
Per il quartiere di S.Marcello il nuovo progetto ora approvato prevede la ristrutturazione dell’esistente, come richiesto giustamente dai residenti, il ripristino della rete fognante, la costruzione di una pista ciclabile e parcheggi di pertinenza, però poco dice sui servizi, nessun cenno sul risparmio energetico e sulla rete di raccolta delle acque bianche, di cui il quartiere ha pure bisogno. Perciò la necessità di analizzare con attenzione i progetti realizzati, fare i dovuti rilievi e utili proposte.
Grave è poi lo squilibrio tra i benefici che ricevono le imprese per i progetti sia di S.Marcello, sia di Japigia e quelli invece che ottiene la pubblica amministrazione.
Infatti, la pubblica amministrazione concorre alle spese di riqualificazione non solo con somme in danaro, ma anche cedendo alle imprese suoli pubblici. Ma il valore del suolo non è citato nei prospetti finanziari a corredo del progetto, per cui la cessione appare a titolo gratuito e nel contempo si altera l’ammontare complessivo della partecipazione pubblica al progetto in termini di costi.
Alcuni di questi terreni sono in zone di pregio, hanno quindi notevole valore come quelli su via Fanelli, adiacenti alla parrocchia, e su via Omodeo presso l’hotel Ambasciatori.
Inoltre, va osservato che le costruzioni private inserite in questi progetti hanno grandi volumetrie in contrasto con il piano regolatore e per le quali sono richieste le varianti.
Chiediamo quindi che pezzi della città e del territorio non vengano sottratti alla collettività e svenduti ai privati, che l’attività delle imprese edili sia volta al recupero e riuso e non alla diffusa cementificazione e occupazione degli ultimi spazi liberi della città, che le risorse siano reperite innanzitutto con l’abolizione di spese superflue e di scarsa utilità e con una amministrazione oculata e rigorosa.
Per il Comitato contro sprechi e privilegi
Marisa Cipresso
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