Scaffale Laterza: quattro idee da regalare

Fortunata Dell'Orzo

Da Teheran a Lagos, passando dalle sonnacchiose stanze dei nostri pubblici uffici per poi volare vertiginosamente nei cieli della filosofia

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Tutti del 2007 e tutti della Casa Editrice Laterza, i volumi che seguono costituiscono quattro interessanti proposte di lettura per chiunque voglia capire qualcosa del presente senza cadere nella depressione o nella banalità dei discorsi da bar (o da parrucchiere). Li abbiamo scelti pensando soprattutto ai nostri utenti che animano i forum e che costituiscono per noi punto di riferimento e attenzione: diventa sempre più importante affrontare temi come l’immigrazione, le relazioni internazionali, il lavoro e la capacità di progettare il futuro con la consapevole urgenza che abbiamo bisogno di nuove analisi e nuove sintesi.

Il mio nome non è Wendy, di Wendy Uba con Paola Monzini. Essere nigeriana e poi scegliere di venire in Italia, a seguito della mafia della prostituzione, quella feroce organizzazione che ti tiene in pugno e ti priva di ogni diritto. Una storia che ci aiuta a svelare il vero scenario e le tragedie di una immigrazione che non ha nulla di diverso da una vera e propria tratta delle schiave. Qui non si tratta di mettere le mutande alle donne che si offrono per strada, ma di distruggere le complicità e la ferocia anche di molti nostri connazionali che partecipano al lercio banchetto di questi traffici. Wendy, questo il nome scelto dall’autrice nigeriana, racconta con semplicità ed efficacia come si può cadere nell’inferno e di come se ne può uscire, sempre se si è abbastanza fortunati da trovare qualcuno che ci aiuti e che ci veda come persona e che non si lasci ipocrtitamente travolgere dal perbenismo d’accatto e dal razzismo montante. Un libro che vale molto più dei 9 euro che ci chiederanno alla cassa dopo l’acquisto.

Un’estate a Teheran, di Farian Sabahi. L’Iran mediatico di oggi oscilla fra un presidente travicello vestito malissimo e una generazione di giovani che lo manderanno presto in pensione. Difficile ipotizzare che possa fare la fine dell’Afganistan un paese che è già stato laico e attento alle correnti del presente solo perchè un gruppo di fanatici imbacuccati, sessuofobi e maschilisti invece di andare a farsi curare dall’analista hanno deciso di comandare sulla scia del loro capo, il mitico Komheini. Ben presto le follie integraliste (l’integralismo di ogni religione è folle e pericoloso) che vietano i pantaloni alle ragazze e i capelli lunghi ai ragazzi (non vi ricorda niente?) saranno spazzate via da un mare di parabole satellitari e collegamenti a banda larga. Bush, che deve vendere un po’ d’armi per foraggiare i suoi amici induistriali, finge di non capire che i tiranni prima o poi implodono e fanno la fine dei buchi neri. Un bel libro, questo: ci conforta e rassicura che il Medioevo prossimo venturo non riguarda l’Iran. Caso mai stiamoci noi attenti: quest’odore di incenso sta diventando soffocante……Un libro che ci restituisce l’Iran a tutto tondo, fuori dagli stereotipi che l’Occidente frettoloso ed i fanatici locali vorrebbero propinarci come autentico. La prefazione di Sergio Romano, uno che non indulge in vacui fraseggi, ci conforta sulla qualità dell’operazione.

L’economia della Pigrizia di Roberto Petrini. Impietoso ritratto di un paese che sembra non avere slanci e prospettive e che vivacchia abbarbicato ai privilegi conquistati nel trentennio appena terminato. Un’Italia che non studia, che non lavora, che arraffa e spreca o arraffa e deposita all’estero, che non rispetta i limiti di velocità o le normative edilizie. Insomma, una bella schifezza a 60 anni dalla Liberazione e dalla nascita della democrazia, un bilancio non proprio esaltante che sembra ogni giorno confermato dalle allucinate pagine della cronaca nera e dallo strano andamento, quasi patologico, che sta prendendo la politica dove tutti corrono al Centro in nome di un non meglio precisato riformismo o che pratica un ambientalismo talebano e miope, contrario a tutto ma che non propone nulla (la Campania sommersa dalla monnezza è un luminoso esempio in cui certo ambientalismo può, sia pure in buona fede, diventare il migliore alleato delle ecomafie): ecco come siamo e cosa siamo secondo l’Autore, giornalista di Repubblica, che non risparmia nessuno perchè nessuno oggi è immune da questa sorta di pestilenza nazional popolare che ha azzerato, di fatto, lo studio e la ricerca della politica e della filosofia politica nel nostro paese.

In principio era la Meraviglia di Enrico Berti. Un buon manuale di filosofia sistematica, sia pure per summa capita e per temi che ancora oggi attanagliano la ragione ed il cuore degli esseri umani. In effetti è la meraviglia intesa come voglia di apprendere ciò che ci è ancora misterioso il primo motore di ogni ricerca umana e quindi anche di quella filosofica. Il merito di questo libro è la sua estrema semplicità e la facilità di consultazione anche senza seguire l’ordine progressivo dei capitoli. Un ottimo sussidio per chi sta affrontando la filosofia ai licei o a chi se la sta ripassando all’Università. Ma anche una splendida lettura per chi mai e poi mai avrebbe pensato di occuparsi di “simili quisquilie” (come avrebbe detto il massimo dei nostri pensatori, Totò) e poi si accorge che, invece, le quisquilie sono il senso stesso e il sale della vita.

Buona lettura.

 

 


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