Un Piva ad Enziteto
Sicuramente è molto più comune ricordare il nome del regista di un film piuttosto che il nome del suo sceneggiatore. Lo ha testimoniato ieri Andrea Piva, quinto ospite del periodico appuntamento con i protagonisti del cinema presso l’Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto.
Andrea che è stato sceneggiatore dei film Lacapagira e Mio cognato (e quindi sceneggiatore per suo fratello, il regista Alessandro Piva), autore del romanzo Apocalisse da Camera e ora alle prese con Edoardo Winspeare e il suo nuovo lavoro, ha parlato ai ragazzi di questo primo e fondamentale passo nella realizzazione di tutte le opere cinematografiche.
Nella sceneggiatura è infatti contenuta la storia e tutti gli elementi utili per realizzare un film, dai dialoghi alle descrizioni delle azioni e degli ambienti. Si tratta di una scrittura tecnica di vitale importanza che deve servire per una lettura veloce, di passaggio, ma che deve dare allo stesso tempo degli elementi utili a tutti gli addetti ai lavori. Esiste infatti un canone, una morfologia a cui fare riferimento che deve essere fruibile da tutti quelli che lavorano alla realizzazione di un film, dagli attori ai tecnici del suono agli operatori.
È dunque un lavoro di grande responsabilità che non deve essere sottovalutato perché deve essere messo al servizio altrui.
Spesso autore della sceneggiatura e regista coincidono nella stessa persona, ed è il cosiddetto cinema d’autore, ma quando questo non accade è comunque importante rendersi conto di come questo lavoro sia fondamentale alla riuscita di un film. La storia è una responsabilità dello sceneggiatore, e senza una buona storia è difficile fare un buon film.
L’Accademia del Cinema di Enziteto è media partner di www.barilive.it
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