Cinquant’anni di ARCI: a Bari si parte dalla Vallisa
“Passato, presente e chissà”. È il tema dell’incontro con cui l’Arci ha aperto alla Vallisa il ciclo di eventi per la celebrazione dei 50 anni di vita dell’associazione. Tra i partecipanti Onofrio Sisto, vicepresidente della Provincia di Bari, Paolo Beni e Alessandro Colabianchi, presidenti nazionale e regionale dell’Arci. Risale al 25 e 26 maggio del 1957 la convenzione che a Firenze decise la nascita del movimento, una realtà che ha saputo sintetizzare le esperienze di partecipazione popolare e auto-organizzazione civile, oggi radicate in migliaia di circoli culturali, case del popolo e centri sociali. Strutture capaci di “appropriarsi del tempo libero, dove la ricreazione assume un ruolo fondamentale”, afferma Colabianchi, mentre mette in guardia dai tentativi di spegnere la creatività sottraendo tempo. “Siamo fatti di quella storia”, continua, “abbiamo un’eredità di lotte e passioni”, ribadisce, illustrando la “strada verso l’emancipazione”. Grande l’attenzione rivolta a mondo politico e attualità. Atteggiamento che, a detta del presidente regionale, non li lascia sorpresi davanti alle morti bianche o ai campi di lavoro foggiani, secondo l’affermazione di Togliatti, che dopo la nascita dell’Arci commentò “non farà danni, anzi, potrebbe fare qualcosa di buono”.
Molte le iniziative per il cinquantenario, tra cui una mostra itinerante di manifesti, per ripercorrere la storia dell’associazione, la nascita di un nuovo giornale e di un servizio di ascolto per gli immigrati. Prevista anche a ottobre una conferenza nazionale sul Sud. Un modo per risolvere la questione della poca continuità, che finora non ha sempre riconosciuto i meriti delle organizzazioni passate. Realtà aperta al confronto e attenta al territorio l’Arci secondo Onofrio Sisto, che nello slogan “lavori in corso per un mondo migliore”, vede l’importanza della pratica quotidiana e del coinvolgimento per determinare le scelte di governo territoriale. “Vogliamo che l’Arci continui a marcare stretta la politica locale, perché ci aiuta pur tirandoci le orecchie”, conclude il vicepresidente provinciale, auspicando per l’associazione un futuro di autoresponsabilizzazione e continuità.
Temi ripresi dalle iniziative pugliesi, tra cui spicca la serata tributo a Giorgio Gaber, volte a creare, di concerto con le istituzioni, occasioni al Sud. Opportunità di lavoro che, evitando l’emorragia di giovani dal Mezzogiorno, si tradurrebbero in risorsa per l’associazionismo. Appoggio alla politica riscontrato anche dal consigliere comunale Carlo Paolini, che ricorda come siano stati i ragazzi dell’Arci i primi a intervenire nel ’95 contro “l’attacco alla Costituzione” del primo Governo Berlusconi. Sensibilità verso il tema della legalità, confermata dal gemellaggio con l’associazione “Michele Fazio”, in programma il 23 maggio. Attenzione alle specificità territoriali, con progetti pensati per far fronte ai bisogni locali. Necessità di rilanciare il terzo settore in un contesto in cui la Provincia di Foggia è diventata ente di riferimento per il servizio civile, offuscando il ruolo delle associazioni. Denuncia le difficoltà nella promozione dei giovani Anna Caputo, presidente dell’Arci Lecce che, pur accusando l’assenza del Governatore Vendola, afferma la necessità di “cominciare a far vedere quanto siamo forti”. Per reinventarsi, dopo la scarsa considerazione ottenuta nell’elaborazione dei piani di zona. Informa del nuovo progetto editoriale, “La città delle lettere”, Francesco Calè. Portata avanti dal Comitato di Valenzano per autofinanziare le attività culturali collegate alla lettura, si avvale della collaborazione di autori come Sandrone Nazieri, Stefano Benni, Luca Di Fulvio. Appuntamenti fino a dicembre e iscrizioni aperte nella sede di Largo Ciaia. Mostra della sposa, dibattiti sul Kosovo, amore, musica, democrazia e integrazione. Tutto per rilanciare l’associazionismo.
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