IL BARI SCIVOLA AL QUINT’ULTIMO POSTO

Christian Montanaro

Piacenza che non vinceva da sei partite. Unica nota positiva i rientri di Carrus (con goal) e Santoruvo

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BARI – PIACENZA = 1 – 2 ( CARRUS ; SIMON ; DEGANO)

Terza sconfitta consecutiva e buio pesto per il Bari, specialista nel risolvere le crisi altrui, anziché quelle proprie, come nel caso del Piacenza, tornato alla vittoria dopo ben sei giornate.
Il risultato lo stesso dell’andata : 2 a 1 per il Piacenza, col Bari passato per primo in vantaggio, ma poi rimontato e battuto.
Piacenza che resta in piena corsa per i playoff, mentre il Bari scende vertiginosamente al quint’ultimo posto, complici anche i risultati positivi delle dirette concorrenti nella lotta per non retrocedere.
Formazione di Beppe Iachini (oggi sostituito da Carillo, suo compagno ai tempi dell’Ascoli) che non segnava fuori casa da 278 minuti.

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Piacenza che doveva fare a meno del bomber Cacia e del difensore uruguaiano Miglionico, ma che recuperava in extremis l’altro difensore argentino Campagnaro.
Bari che invece schierava nuovamente in campo i due illustri assenti di gran parte della stagione Davide Carrus e Vincenzo Santoruvo, e che si disponeva con Gillet tra i pali, Milani, Belmonte, Gervasoni e Loseto dietro, Eramo, Fusani, Rajcic e Sgrigna a centrocampo, con Carrus a ridosso dell’unica punta di ruolo Santoruvo.
In panchina l’ex Massimo Ganci, autore del goal dell’illusione di sabato contro il Modena, mentre regolarmente in campo sull’altra sponda Michele Anaclerio, terzino sinistro di scuola Bari.
Piacenza che partiva subito a spron battuto, guadagnando nei primi dodici minuti di gioco già quattro calci d’angolo, con Gillet messo subito in seria difficoltà dalla doppia conclusione di Lazzari prima e Olivi subito dopo.
La formazione schierata da Carillo schierava di fatto il solo Rantier di punta, con Lazzari defilato sulla fascia sinistra, ben supportato da Nocerino, uno dei migliori dei suoi.
Il Bari faticava ad uscire dalla propria area di rigore, messo alle corde dalla intraprendenza degli ospiti.
Gli svarioni difensivi arrivavano però da una parte e dall’altra, e all’errore di Sgrigna in fase di disimpegno che consentiva a Nocerino di servire Rantier tutto solo in area, replicava Iorio che lisciava la palla, mandando Santoruvo a tu per tu con Coppola, ma entrambi gli attaccanti fallivano la propria conclusione.
Il Bari si ridestava nel finale del primo tempo, con Rajcic al 40’ e Carrus al 41’, ma gli veniva annullato un goal forse regolare con Fusani al 44’ sugli sviluppi di un intelligente azione di Carrus.

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Nella ripresa al 3’ proprio Carrus, un’assenza effettivamente difficile da colmare per questa squadra, andava inaspettatamente in goal con un bel diagonale, ma la sua rete rivitalizzava gli avversari che a partire da quel momento si versavano furiosamente all’attacco, grazie anche ai cambi in avanti operati da Carillo, con l’innesto di Simon e Degano.
E proprio Simon, sulla punizione tesa dalla destra di Nocerino, di testa trovava l’angolo più lontano, battendo Gillet.
1 a 1 e tutto da rifare, con il Bari ancora una volta incapace di gestire il proprio vantaggio.
Fioccavano i cambi anche nella formazione di casa, con gli ingressi di Scaglia, Ganci e Cazzola, ma venivano ammoniti Gervasoni e Fusani, gli unici due in campo che avrebbero dovuto evitare di farsi registrare sul taccuino del direttore di gara, e che ora, in quanto già diffidati, salteranno il derby col Lecce.
La partita sembrava incanalata sul pareggio, ma la beffa finale, come all’andata, arriva per merito del nuovo entrato Degano.
Era il tripudio per il Piacenza, col Bari che accusava il colpo e non riusciva più a reagire.
Finiva così, con la vittoria degli ospiti e col Bari che perdeva ancora, per la terza volta in tre partite, perdendo soprattutto terreno, scivolando inevitabilmente al quint’ultimo posto.
Un tunnel in cui non si intravede francamente da lontano alcuna luce.

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