Alta Murgia: poligoni off limits
Nel parco 15.000 ettari sono destinati alle servitù militari: un protocollo d’intesa tra Forze Armate e Ente Parco dell’Alta Murgia porta ad una riduzione sostanziale di giorni di utilizzo e d’impatto
Un passo concreto verso la smilitarizzazione della Murgia, che da terra di poligoni militari vuole e può diventare terra di parchi e di interazione positiva tra natura e economia.
In questo senso è stato siglato stamane presso la sede del Comando di Reclutamento Puglia alla Caserma Picca di Bari da Girolamo Pugliese, presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia e il Generale dell’Esercito italiano Carminantonio del Sorbo un protocollo d’intesa che impegna le forze armate in questione a non utilizzare più i poligoni di tiro La Sentinella e Scorzone, nell’area compresa tra Altamura e Minervino e a ridurre da 240 a non più di 200 giorni l’uso del Poligono di Torre di Nebbia nelle campagne tra Spinazzola e Gravina. L’impegno preciso è un utilizzo dell’area per 100 giorni all’anno in funzione dell’addestramento delle forze armate dello Stato.
Sui 67.000 ettari del parco dell’Alta Murgia quindi rimarranno, una volta recepito e approvato il protocollo dai Ministeri della Difesa e dell’Ambiente e dalla Direzione del Corpo Forestale dello Stato il deposito munizioni di Poggiorsini, il CNA di Monte Caccia e tre poligoni di tiro occasionali, due dei quali ricadono solo parzialmente nel territorio del parco. Una commissione composta da un funzionario dell’ente parco, da un ufficiale del Comando Reclutamento e Forze di Completamento e da uno della Brigata Pinerolo che gestisce il poligono di Torre di Nebbia, studierà un calendario ottimale per garantire la possibilità di esercitazioni e una fruizione sostenibile del territorio oltre ad azioni di monitoraggio delle aree, da sempre minacciate dall’inquinamento dei rifiuti inerti e dei fanghi tossici.
“Abbiamo bisogno di maggiore interazione tra le forze di sorveglianza” ha sottolineato Girolamo Pugliese, “servirebbero 90 unità del corpo forestale per vigilare, ne avevamo 13 e adesso sono 16, perché il Ministero ha potuto inviarci queste, dato il gran numero di richieste da tutta Italia. Spesso poi le forze dell’ordine che operano nei comuni del Parco sono destinate all’attività giudiziaria e non c’è spazio per attività di prevenzione: in questo senso chiedo di programmare le attività di addestramento, serve buona volontà e spirito di collaborazione.”
Per il Parco dell’Alta Murgia servono occhi che non dimentichino di vedere: una volontà di fare dell’area un vero punto di aggregazione tra natura e turismo sostenibile e la svolta verso questo obiettivo passa anche, ma non solo, dalla riduzione (che è giusto sperare diventi affrancamento) dalle servitù militari.
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