Emiliano: “L’autonomia va bene, ma ci sono delle lacune nella legge”

La Redazione

A suo dire, però, ci sono delle chiare omissioni nelle futura legge regionale

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A seguito del via libera espresso ieri mattina dalla settima commissione regionale, affari istituzionali, all’istituzione dei Comuni di Carbonara e Palese Santo Spirito, il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, ora attende la deliberazione del consiglio regionale con grande interesse, consapevole che l’autonomia amministrativa di Carbonara, Santa Rita, Ceglie del Campo, Loseto, Palese e Santo Spirito, costituisce un principio ispiratore del programma di governo della Giunta di centrosinistra che governa il Comune di Bari.

A tal fine, intende dare comunicazione dell’evento al consiglio comunale di Bari, sottolineando come la deliberazione regionale ha purtroppo trascurato le questioni relative all’autonomia di Ceglie del Campo e di Santa Rita e, soprattutto, della individuazione di quale dei due quartieri, Palese e Santo Spirito, costituirà il comune a formarsi. Tali omissioni della proposta in oggetto vulnerano in modo non sopportabile la storia di questi antichi comuni e soprattutto vulnerano la storia di Ceglie del Campo, la cui dignità di comune autonomo non può essere disgiunta da quella di Carbonara.

Non appena il Consiglio regionale avrà indetto ed effettuato il referendum, si verificherà lo stato di evoluzione del processo di decentramento attualmente in atto e, quindi, la compatibilità dei comuni autonomi con i municipi che il Comune di Bari sta istituendo nei quartieri di Carbonara, Ceglie del Campo, Santa Rita e Loseto, nonché di Santo Spirito e Palese.

“La mia amministrazione”, ha dichiarato Emiliano, “ha già deliberato la costituzione di municipi autonomi in quei quartieri che per storia e tradizione sono stati in passato già comuni. Per tale ragione, la procedura referendaria è vista comunque con favore dall’amministrazione che in ogni caso garantirà ai residenti l’autoamministrazione. Sceglieranno loro se nella forma di municipi della città metropolitana o di comuni autonomi. La differenza, ovviamente, sta nel fatto che nel primo caso manterrebbero un rapporto finanziario ed organizzativo in termini di solidarietà e responsabilità con la città capoluogo, nel secondo caso essi dovrebbero provvedere da soli a se stessi. La libertà, come è ovvio, ha sempre un costo”.

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