Scaffale Laterza: Napoli sul mare luccica
Un viaggio nella Napoli dai mille volti tra realtà e fantasia, tra passato e presente
Il libro: Napoli sul mare luccica, pp.149, Editori Laterza – Edizione Contromano, Bari 2006, 9 €. Autrice: Antonella Cilento ha pubblicato Il cielo capovolto (2000), Una lunga notte (2002), Non è il paradiso (2003), Neronapoletano (2004), L’amore, quello vero (2005) e collabora con Il Mattino, L’indice dei libri, Il Sole 24 Ore e Il Riformista.
L’autrice Antonella Cilento, napoletana di nascita e nel pensiero, con il suo nuovo libro ha cercato di stregare i suoi lettori portandoli per mano, passo dopo passo nei vicoli della sua città. E ci è riuscita, con tante storie nella storia. Il racconto della sua Napoli, rivista e analizzata attraverso forme quantomeno originali (sulla capitale del sud si è scritto davvero di tutto). Ovvero attraverso i quattro elementi della natura: acqua, fuoco, terra e aria, che danno il nome ai capitoli di Napoli sul mare luccica.
Un lavoro sicuramente ambizioso, non tanto per la forma molto fluida e allo stesso tempo, per la sua napoletanità, bizzarra della narrazione, quanto per l’idea di ammaliare il lettore raccontando storie intrecciate tra loro che hanno in comune sempre lo sfondo della Napoli, stracolma di contraddizioni attraenti. L’autrice, con grande ironia e spirito di osservazione, spazia dalle immagini della città vissute dalla bambina che è stata alle scene quotidiane nei tram, piuttosto che nella metro, per descrivere una Napoli dai mille volti e condurre i lettori in un’escursione fantastica.
E’ la fantasia della Cilento, infatti, la protagonista del libro. La sua maestria sta nel consentire a qualunque suo concittadino di fare una passeggiata da Posillipo al quartiere Sanità “ad occhi chiusi”. Un napoletano rivedrebbe con “immaginaria” chiarezza, a seconda del punto della storia in cui si trova, il posto esatto descritto nel libro. Ma la stessa cosa accadrebbe al turista, a colui o a colei che Napoli non la conosce affatto: si ritroverebbe a camminare per i vicoli partenopei con la sensazione di conoscere già tutto ciò che si troverebbe a incontrare e, comunque, di vivere in una storia di fantasia, lontana dalla realtà quotidiana.
Oppure potrebbe capitargli di perdersi, trasportato tra storia e presente da un punto all’altro di Napoli per poi ritrovarsi nei Campi Flegrei o sull’Isolotto di San Martino o, meglio ancora, nella meravigliosa Cappella San Severo del Cristo velato. E Napoli ne esce vincitrice. Ci si può arrivare da ogni posizione, dal cielo come dal mare, da terra come dall’aria: una volta all’interno diventi prigioniero ammaliato dal suo fascino totalizzante.
“Napoli è un corpo affollato, confuso, tormentato di presenze”, secondo Antonella Cilento. “Non sarà un caso che Vittorio De Sica il suo grottesco Giudizio Universale lo venne a girare proprio qui”. Difetti e virtù di una Napoli incantata.
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