Per una Pasqua meno insignificante

Ragione, Fede, Libertà, Destino. Ma il mondo non aspetta
Eugenio Lecaldano è venuto a Bari a presentare il suo libro o meglio, il suo tractatus di Filosofia Morale scritto con un rigore ed una lucidità non comuni. Del resto lui è un grande della Filosofia contemporanea e si è guadagnato il rispetto e la considerazione di studiosi di ogni formazione ed estrazione culturale e religiosa. Di questo splendido libro, Un’etica senza Dio, avevamo pubblicato la recensione qualche mese fa.
Lo spazio incontri della Libreria Laterza era, al solito, colmo e straboccante. Cosa rarissima e lodevole, si è iniziato in perfetto orario ed i posti erano esauriti già da una ventina di minuti. Con il prof. Lecaldano, che insegna alla Sapienza di Roma, il nostro (insegna all’Università di Bari) Costantino Esposito, una mente brillante e appassionata in grado di far amare la filosofia a chiunque. Ne avessimo di insegnanti così anche ai licei forse il nostro destino sarebbe meno squallido.
Ricca di titoli di Filosofia come poche altre case editrici al mondo (e non stiamo esagerando, confrontate i cataloghi se non ci credete) la Laterza può permettersi il quieto lusso di ospitare nella sua libreria quelle (poche) teste pensanti di cui il nostro paese dispone. E di dibattere sui massimi sistemi ( e per una volta non è una parodia) senza che la cosa venga poi irrisa ed ingabbiata dagli squali del mercato unico dio e del profitto, quelli che senza i danè il mondo non c’è.
Stiamo anche quest’anno scivolando rapidamente verso la Pasqua che ormai riconosciamo più dalle uova di cioccolato che dai paramenti viola nelle chiese. Rivendichiamo ad ogni piè sospinto radici cristiane ma poi le estirpiamo vivendo da pagani. Raccattiamo scampoli di senso della vita più dalle oscene cose che fa la televisione che da una riflessione pacata e continua su noi stessi, il mondo, gli altri.
E non va affatto bene: non sarà una Pasqua di pace, questa. A cominciare dalla Palestina, che della Pasqua è la terra d’origine. Passando poi per la Mezzaluna fertile, da cui proveniva Abramo, il Patriarca dei Patriarchi, figlio di Ur dei Caldei.
Brividi di frebbe scuotono la Terra, e non solo per il clima impazzito e soffocato dalle emissioni di CO2 del mondo ricco. Siamo nel globale grazie alla rete delle reti, ma la ricchezza è parziale, la giustizia è parziale, la democrazia un lusso per pochi eletti. Urge riprendere la riflessione che non può che essere filosofica oltre che antropologica ed economica.
Un aiuto consistente alla riflessione può venirci dalla lettura e per questo invece dei soliti gadgets pasquali, troverete in fondo a questo mio pezzo tre indicazioni bibliografiche con quanche appunto. Qualche modesto appunto di chi può solo sperare, con forza e determinazione, di poter ancora far qualcosa di buono e colorato, per questa landa grigia e cinerina che sta diventando il mondo.
Breve Bibliografia “pasquale”
1. Eugenio Lecaldano, Un’etica senza Dio, Editori Laterza, Bari – 2006, pp. 109, euro 12.00.
Non vi fate spaventare dal titolo e non storcete pudicamente il naso. Questo testo è stato apprezzato anche da molti cattolici, o almeno da quelli che non hanno portato il cervello all’ammasso insieme a ciò che restava del Concilio. Alla fine della lettura si comprende che il tema non solo è attualissimo, ma disperatamente calzante alla generale balbuzie che coglie l’umanità di fronte alla palese discrepanza fra le premesse (e le promesse) dell’era contemporanea e i risultati alquanto scarsini in fatto di morale e felicità.
2. Jurgen Habermas, Fra Scienza e Fede, Editori Laterza, Bari – 2006, pp. 292, euro 18,00.
Si discute animatamente, e spesso a vanvera, di presunte radici cristiane (o giudaico-cristiane come ci ha ricordato, pensa te, Angela Merkel) da cui la nostra Europa trarrebbe nutrimento. Questo testo ci riporta ad una realtà meno integralista e manichea e ci ricorda che solo uno stato laico può garantire libertà di coscienza ( e dunque religiosa) ai suoi cittadini e che mai nessuna teocrazia ha consentito alla democrazia di sbocciare e fiorire. E che ce lo debba ricordare un tedesco, ammiratore di Kant, dovrebbe essere di pungolo a noi italiani che, a quanto pare, siamo fermi a Croce. Nel migliore dei casi, ovviamente.
3. Ralf Dahrendorf, Gli Erasmiani. Gli intellettuali alla prova del totalitarismo, Editori Laterza – 2007, pp. 190, euro 15,00
Cosa fa sì che una mente brillante (o geniale, come nel caso di Martin Heidegger) possa cadere preda delle sirene del totalitarismo? Adattarsi passivamente al conformismo o peggio alla crudeltà delirante delle ideologie come il fascismo, il nazismo o il comunismo sovietico, schiacciando ogni barlume di coscienza e giungendo al punto di tollerare lo sterminio, le purghe, i gulag senza fare una grinza? E, di contro, cosa fa sì che ci si possa sentire liberi anche fra trenta tiranni, mantenendo autonomia di giudizio e limpidezza morale? Sono appunto gli Erasmiani (da Erasmo da Rotterdam), uomini e donne che hanno saputo mantenersi al di fuori delle beghe politiche e del compromesso pur di non cedere alle lusinghe di un carrierismo facile in cambio del silenzio. Un solo italiano fra gli Erasmiani raccontati nel libro, ed è Norberto Bobbio, che pure un peccatuccio di accondiscendenza al fascismo lo fece. Un libro per scoprire che si può dire di no, si può interrompere la banalità del male, come la chiamava Hanna Arendt che se ne intendeva, che si può essere liberi davvero per poter liberare anche chi ci sta accanto.
Buona lettura e Buona Pasqua a tutti
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