Marisabella, nuovo studio sulla posidonia

L’assessorato regionale all’Ecologia chiede di implementare la valutazione d’incidenza con una nuova analisi.
Ancora esami per valutare l’incidenza ambientale del completamento della colmata di Marisabella sui presunti insediamenti di posidonia nel litorale antistante al porto di Bari.
L’assessorato regionale all’Ecologia, infatti, ha chiesto al Ministero dell’Ambiente (che in questo senso aveva già in passato sollecitato gli attori locali) che affianco alla valutazione d’incidenza dei lavori di raddoppiamento della colmata venga prodotto un nuovo studio che servirebbe ad accertare l’eventuale presenza o assenza della posidonia oceanica nell’ansa portuale di Marisabella.
Il motivo della richiesta è quello di corredare la valutazione d’incidenza di uno studio analitico sulla presenza o meno di una prateria di posidonia non solo esternamente al porto di Bari (incluso nella stessa valutazione) ma anche internamente alla zona interessata ai lavori.
La posidonia è una pianta endemica mediterranea fondamentale per l’ossigenazione del mare oltre che per la riproduzione di numerose specie di molluschi, pesci e crostacei.
I lavori di completamento della colmata furono interrotti lo scorso ottobre quando il Ministero dell’Ambiente manifestò la preoccupazione che i lavori potessero danneggiare, attraverso il raddoppiamento dell’ansa di Marisabella, le strutture idrogeologiche sottostanti al tratto di costa interessato al cantiere. Al momento non c’è nessuna conferma circa la presenza di posidonia all’interno del tratto di costa interessato. Ma i prossimi studi dovranno giungere ad una conclusione decisiva per lo sviluppo del sistema portuale del capoluogo.
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