NAPOLI – BARI 1 – 1

Christian Montanaro

Mirko Eramo fa il Maradona al “San Paolo”

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Riapre dopo due mesi il “San Paolo” nella partita che può e deve per i partenopei rappresentare la svolta della stagione. Fiduciosi sugli spalti il patron De Laurentis e il fido d.s. Marino, e fiducioso anche Eddy Reja in panchina, fresco di riconferma per il prossimo anno, stando alle parole del suo Presidente.
Splende il sole a Napoli. 18° c. la temperatura. Non c’è il tutto esaurito, ma comunque una buona capienza di 30.000 spettatori ad assistere alla gara.
Le formazioni delle squadre sono abbastanza speculari. 3-4-3 per la compagine di casa, con una delle prime esibizioni del trio De Zerbi, Bucchi e Calaiò, mentre 4-3-3 quasi obbligato sulla sponda opposta per Beppe Materazzi, vista anche l’indisponibilità dell’ultimo momento di Massimiliano Scaglia. Bari che si schiera con Gillet tra i pali, solita difesa a quattro, con Milani, Belmonte, Pianu e il rientrante Micolucci, preferito a Ivan Loseto, centrocampo a tre con Eramo, Fiorentino e Rajcic, e ibrido attacco senza punte di ruolo a tre con Tabbiani, Sgrigna e Vignaroli. La ricetta è la solita delle ultime gare : partita imbrigliata a centrocampo e spazio al contropiede.
Un minuto di raccoglimento per commemorare la scomparsa dell’ex Presidente del Siena De Luca, e si comincia. Il Napoli dimostra subito l’intenzione di far sua la partita e si butta all’attacco, ma il Bari appare ben disegnato in campo e concede poco. I pochi spunti degni di nota portano la firma di Calaiò e De Zerbi, ma le loro conclusioni vengono controllate a vista da Jean Francois Gillet. Tutto relativamente tranquillo, sino alla punizione a “foglia morta” di Cristian Bucchi, che ammutolisce il “San Paolo”, con la palla che sibila il palo alla destra dell’estremo difensore del Bari.
Passano appena tre minuti e succede l’inverosimile, col Bari che inaspettatamente passa in vantaggio. Il Napoli, piuttosto spregiudicato in campo, concede metri al centrocampo biancorosso, la palla arriva in profondità e il diciasettenne Mirko Eramo, alla sua terza presenza nelle fila del Bari, si inventa un goal meraviglioso di collo destro che si infila sul palo più lontano della porta difesa da Iezzo. Particolare reso ancora più caratteristico dal fatto che Eramo era già pronto per uscire e far spazio a Carozza. Fosse stata effettuata un minuto prima la sostituzione, il rampante ragazzino biancorosso non si sarebbe potuto togliere lo sfizio del primo goal con la squadra della sua città. Sostituzione che ugualmente si concretizza un minuto dopo, con l’ex pescarese che va a irrobustire il centrocampo biancorosso, visto un pochino in difficoltà da Materazzi.
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Reja mescola subito le carte nella ripresa, inserendo Dalla Bona per Savini. L’uomo più pericoloso dei partenopei è Bogliacino e Materazzi per contenerlo gli appiccica addosso Carozza.
Altro cambio del Napoli all’8’, Trotta per De Zerbi. Bogliacino passa a fare il trequartista e il nuovo entrato si piazza sull’out destro. Il Bari subisce la pressione di un Napoli costantemente alla ricerca del pareggio, ma ha delle buone occasioni in contropiede, all’11 con Rajcic, che non riesce a liberarsi per il tiro, cincischiando in area, e soprattutto con Vignaroli che è in gioco sul lancio da dietro, ma si inceppa davanti a Iezzo, trovando il tempo per scartarlo e tirare in porta, soltanto quando Cannavaro lo rimonta e può salvare in angolo. Sarebbe stato il goal del raddoppio per la formazione biancorossa, che le sarebbe servito per chiudere anticipatamente il match.
E invece a quel punto sale in cattedra il Napoli, con Bogliacino in evidenza, ben coadiuvato dal “Pampa” Sosa, entrato a dar fastidio a Pianu e compagni. Pianu rischia pochi minuti dopo l’autogoal su Calaiò. Sgrigna poco più tardi  non ce la fa più, dolorante alla spalla per una precedente caduta a terra, e si rivede Di Vicino in campo, migliorato nelle ultime sedute di allenamento.
Al 29’ il Napoli sfiora il pareggio. Gran conclusione di Grava da fuori, ma c’è un super Gillet a smanacciare in angolo. Sono le prove generali del pareggio, che arriva tre minuti dopo, per merito di Bogliacino, il consueto mister “salva- Napoli”, che sfodera dal suo repertorio un gran tiro incrociato di sinistro sull’assist di testa di Calaiò, su cui poco può fare Gillet. Difettano però Milani e Tabbiani nella copertura su di lui. Un goal evitabile.
Nell’occasione l’arbitro Gervasoni (omonimo del difensore del Bari, quest’ultimo entrato in campo nella ripresa per fermare sulle palle alte Sosa) applica le nuove severe regole, espellendo Grava, già ammonito, per aver raccolto la palla dalla rete della porta biancorossa. Napoli che rimane in dieci uomini, ma non se ne accorge nessuno. Il Bari subisce il contraccolpo psicologico del goal del pareggio e arretra il baricentro, esponendo il fianco ai partenopei, che potrebbero chiudere il match con Amodio, il cui tiro, su bella sponda dalla sinistra di Domizzi, finisce sciaguratamente alto sulla traversa.
L’ultima occasione del Bari è per Rajcic. Sfonda Tabbiani sulla destra, cross in mezzo, il croato si avventa sul pallone, contendendolo a Iezzo. Il rimpallo è favorevole al barese, che però non trova lo spazio per il tiro.
E’ l’ultimo lampo di un match, il cui risultato sta più che bene a un Bari in emergenza, che può addirittura  recriminare sul goal del pareggio, per l’unica disattenzione difensiva di un incontro fino a quel momento impeccabile.
Dopo 47 gare consecutive in casa senza sconfitte il Napoli ha rischiato seriamente di compromettere questo suo piccolo record contro il Bari dei baby, ma ci ha pensato il solito Bogliacino, migliore in campo, a togliere ancora una volta le castagne dal fuoco a Eddy Reja.
Anche se il vero eroe nel pomeriggio del “San Paolo” resta Mirko Eramo, diciasettenne di belle speranze, con un futuro spianato davanti, al suo primo goal con la maglia della  squadra del cuore.

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