I migranti protestano: “Il permesso di soggiorno costa troppo”
Presenti anche lo sportello delle Rdb/Cub e la Rete no Cpt, che accusa: “Con il governo Prodi nessuna inversione di tendenza”
“Ottanta euro? E che cos’è d’oro la raccomandata?”. Commenta così un passante, quando ha letto il cartello affisso dinnanzi alla porta. E ha aggiunto: “E dire che sarete voi a salvare l’Italia con la vostra forza lavoro”.
Si è tenuto davanti alle Poste di Piazza Umberto ieri mattina alle 10 il presidio organizzato dal Comitato Immigrati di Bari, Rete no Cpt e Sportello delle RdB/CUB. Erano presenti diversi ragazzi extracomunitari. Chiedono garanzie, diritti.
Innanzitutto, la facile reperibilità dei kit per il rinnovo dei permessi di soggiorno da ritirare alle Poste. E ancora. La presenza di mediatori linguistici dinnanzi agli uffici e l’utilizzo di semplici buste da cartoleria per inviare la documentazione. Propongono, in poche parole, l’abolizione della Convenzione stipulata tra Ministero dell’Interno e le Poste s.p.a.. Accordo che, è doveroso ricordare, ha fruttato ben 170 milioni di euro.
All’iniziativa ha preso parte anche il capogruppo del Partito della Rifondazione comunista al Comune di Bari, Sabino De Razza. “La questione dei permessi di soggiorno legati alle poste è una trappola per le immigrate e gli immigrati”, commenta, “sia per la spesa complessiva della pratica che si aggira sulle 80 euro, sia perché non elimina il controllo da parte delle questure. Il movimento antirazzista si aspettava molto di più dall’attuale governo. Non è cambiato il rapporto nei confronti del mondo dell’immigrazione. Questo, infatti, rimane un problema di ordine pubblico e non sociale”.
Andrea Russo, membro della Rete no Cpt, ha puntato l’attenzione sulle struttura del S.Paolo. “Purtroppo”, dice Russo, “non si è verificata la tanto attesa inversione di tendenza rispetto alle politiche precedenti. Il governo Prodi ha ribadito l’esistenza dei Cpt. La stessa Commissione De Mistura ha utilizzato la formula del superamento attraverso lo svuotamento. Questo non esprime il portato delle lotte degli ultimi anni”.
Don Angelo Cassano, anche lui presente all’iniziativa di questa mattina, ha detto che “in una fase in cui le diverse forze di centrosinistra sono assenti, noi siamo qui, anche come credenti, per sostenere le rivendicazioni dei ragazzi extracomunitari. La nostra città, che dovrebbe essere per tradizione aperta all’altro, non cerca di risolvere realmente i problemi legati al mondo dell’immigrazione. Siamo qui anche per ribadire la contrarietà ai Cpt. Nella via crucis organizzata per domani sera davanti alla struttura, noi credenti attraverso la preghiera cercheremo di essere vicini a tutti i crocifissi del mondo. Cercheremo di essere vicino a quei poveretti che sono chiusi lì dentro. E perché no, sarà anche un modo per promuovere il dialogo interreligioso”.
Grandi e significative riflessioni sono emerse nell’incontro di ieri mattina.
Per sabato 31 Marzo, intanto, è stata indetta una manifestazione cittadina che coinvolgerà tutte le comunità dei migranti che vivono a Bari. L’appuntamento è alle ore 16 in Piazza Umberto. Speriamo che per strada, accanto ai ragazzi extracomunitari, scendano anche i nostri rappresentanti istituzionali. Sarebbe un segnale di grande civiltà.
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