Igor Protti, Re di Bari
Protti: “Appena atterrato ho avuto la sensazione di tornare a casa. Moralmente la cittadinanza l’avevo già avuta”
Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria a Zambrotta, Materazzi e Perrotta è il turno dell’uomo più atteso. E Igor Protti non si può dire che non si sia fatto attendere. Lo “Zar” sarebbe dovuto atterrare all’aeroporto di Bari-Palese alle 14. In tanti lo attendevano alle 16 in punto al “Pala Laforgia” nel quartiere San Paolo, ma un contrattempo lo ha fermato. “Mi scuso per il ritardo”, ha detto alle 18.30 appena arrivato al palazzetto, spiegando alle più di cento persone presenti che il contrattempo, che stava per far saltare la cerimonia, non era dovuto a causa sua, ma per negligenza della compagnia di volo. Bisognerà ringraziare il “concittadino” barese che gli ha ceduto il posto sul volo seguente.
Chiarito l’equivoco, Igor Protti ha immediatamanente ricevuto le chiavi della città. Da oggi è cittadino onorario di Bari. Città in cui è diventato un fenomeno e che ha fatto impazzire di gioia e di vibrazioni positive, persino e soprattutto nel 1995-96, anno amaro per la retrocessione in B, ma allo stesso tempo memorabile per la consacrazione a capocannoniere della massima serie dello Zar Igor. Lo ricorda anche il Sindaco Emiliano, leggendo le motivazioni che hanno spinto il consiglio comunale a deliberare il provvedimento: “Qui trova la sua città, i suoi tifosi, la sua nuova casa . . . La gente lo sente vicino e lui scopre di aver trovato il suo ambiente naturale . . . Il suo modo di stare in campo è unico così come unico è quel suo dare l’anima”. Tutto assolutamente vero.
“Appena atterrato”, ha rivelato Protti, “ho avuto subito la sensazione di tornare a casa”. Sì, perché “moralmente la cittadinanza l’avevo già ricevuta anni fa”. Il destino ha poi voluto che tornasse a Bari proprio nel giorno della partita dell’’Italia contro la Scozia per la qualificazione ai campionati europei. Quelli che mister Sacchi nel ’96 non gli permise di giocare, nonostante l’annata strepitosa, preferendogli il più giovane Chiesa. Ma non ha mostrato alcun dispiacere per la mai arrivata convocazione azzurra. “Quando si hanno queste grandi soddisfazioni”, ha risposto, “non c’è spazio per il rammarico”.
“Sono molto orgoglioso”, continua, “di aver trascorso a Bari quattro anni straordinari. Ho tanti ricordi. Se ne devo scegliere qualcuno penso alle mie immagini sui cartelloni stradali. Ma ricorderei solo una piccola parte dei tanti momenti bellissimi”. E della situazione attuale della squadra ne parla emozionato, con una luce negli occhi, molto simile a quella che mostrò quando annunciò la sua partenza per la Lazio. “Continuo a seguire il Bari”, ha concluso Igor Protti, “e vedo che ci sono delle difficoltà. Spero che le cose si sistemino al più presto. Qui ho il ricordo di una grande tifoseria, che certamente merita la serie A”.
Nel primo pomeriggio ha ricevuto un riconoscimento dal Comune anche Luca Pancalli, commissario straordinario della Figc, che a breve lascerà il posto ad un nuovo presidente. “E’ stata dura”, ha detto Pancalli, “ma ho assaporato tanta voglia di calcio in questi giorni. E se riuscissimo a trasmetterla davvero, sono sicuro che le cose cambieranno”. Parole sante, solo se accostate a immensi calciatori dentro il campo e grandi uomini fuori dal campo, proprio come Igor Protti. Un esempio di signorilità, serietà e grande talento.
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