Bari e il canile: una storia a termine

Danilo Calabrese

Ma ora è necessario riprendere a sterilizzare i cani randagi

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“Mi complimento con l’assessore Maugeri per essersi impegnata ad anticipare la realizzazione del canile comunale nel programma delle Opere pubbliche del 2007, facendosi promotrice della rimodulazione del progetto”. Finito il periodo di burrasca, che la portò all’uscita dal gruppo della Lista Emiliano, Anna Dalfino, in occasione di una seduta del Consiglio comunale della scorsa settimana, ha pubblicamente apprezzato il lavoro dell’assessore all’ambiente, Maria Maugeri. Una nuova apertura tra le due, che fa ben sperare per la pronta messa in opera del rifugio cittadino per randagi e per la ricucitura di un rapporto, incrinatosi l’estate scorsa.


I complimenti del consigliere delegato all’ufficio diritti degli animali sono un giusto riconoscimento al lavoro dell’assessore non solo per quanto riguarda l’anticipazione di un anno dell’esecuzione dei lavori, ma anche per la nuova versione del progetto della struttura, che prevede la costruzione di un canile sanitario e di un rifugio per 200 cani a Palese (non più due rifugi, come previsto inizialmente, a causa dei limiti imposti dalla legge regionale n. 26/06). “E’ un passaggio molto importante”, esordisce Anna Dalfino, “perché, oltre alla velocizzazione dei tempi, bisogna dire che il nuovo progetto non ha l’aspetto di un carcere, ma la forma di un grande fiore i cui petali rappresentano le cosiddette celle per gli animali”.


Ma non è il solo elemento da elogiare. “La rivisitazione del progetto”, dice Dalfino, “farà risparmiare all’Amministrazione metà della cifra impegnata”. Ovvero 2 milioni e 500 mila euro. “Inoltre”, continua, “la costruzione dell’opera ci consentirà di togliere la gestione dei randagi dalle mani dei privati, cosa non più consentita dalla legge”. Un business per loro, una spesa per la cittadinanza.


Ora, quindi, si lavora per accorciare i tempi il più possibile. “I cittadini”, sostiene Anna Dalfino, “mi hanno interpellata sia per congratularsi con noi per questo traguardo, sia per capire quali azioni saranno possibili per rientrare dall’emergenza del randagismo in attesa della costruzione del canile”. Una situazione caratterizzata al momento dal fermo dell’accalappiamento dei cani per esaurimento dei posti e che è accompagnata da un altro problema non secondario. “Mentre le sterilizzazioni dei felini vanno avanti”, afferma la delegata all’ufficio animali, “quelle per i cani sono state bloccate circa sei mesi fa”.


Uno stop dovuto all’attribuzione dell’istallazione dei microchip da parte della Asl competente alle associazioni animaliste locali, le quali si sono rifiutate di affrontare questa ulteriore spesa, in quanto i cani randagi sono a tutti gli effetti di proprietà del Comune di Bari.
“Qualche giorno fa ho incontrato il sindaco Emiliano”, dice Dalfino, “affinchè, in qualità di massima autorità sanitaria, potesse far ripartire le sterilizzazioni, cui il servizio Asl è tenuto per legge (Art. 2 comma 1-b legge regionale n. 26/06, ndr). Mi ha garantito che si sarebbe attivato”.


Quasi un lieto fine, insomma, per una storia per lungo tempo rimasta in sospeso e che sembra ora avviarsi verso una graduale riconciliazione tra la capolista della Lista Emiliano alle scorse amministrative e il gruppo legato al Sindaco. “Le premesse sono buone.”, conclude Anna Dalfino, “Adesso valuterò meglio la situazione”.

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