Scuola, domande entro il 19 aprile. Scatta la protesta dei precari

Antonio Scotti

Lunghe code davanti ai sindacati. Polemica sulla provincia di preferenza e le supplenze brevi

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Fra meno di un mese migliaia di insegnanti precari  dovranno presentare le domande di aggiornamento, trasferimento o di integrazione nelle graduatorie ad esaurimento per il biennio 2007/2009. La scadenza è inderogabile: 19 aprile. La speranza comune è quella di  trovare una immissione in ruolo nel più breve tempo possibile.
“Il numero  dei pensionamenti fa ben sperare – afferma il segretario provinciale della Cisl Scuola Maddalena Gissi  – .  Sono 1.228 solo i docenti, ma la complessità delle graduatorie ad esaurimento è data dall’elevato numero degli aspiranti in graduatoria”.

Già in questi giorni sono in centinaia ad aver preso d’assalto le sedi storiche dei sindacati per cercare consulenza nella compilazione delle domande. Molte le novità redatte dal Ministero dell’Istruzione. Oltre alla trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento, il ministro Giuseppe Fioroni ha sostenuto una serie di cambiamenti che stanno scatenando la reazione della classe dei futuri insegnanti. Tra queste c’è il provvedimento per il quale i docenti dovranno decidere già in questa tornata quale dovrà essere la provincia di preferenza. Questa sarà definitiva fino all’immissione in ruolo. In pratica chi nel 2009 sceglierà un’altra provincia di destinazione finirà in coda alle graduatorie.

In molti sono disposti a trasferirsi in altre province pur di lavorare. “In questi giorni – racconta Gissi –  la domanda più ricorrente è ‘con 30 punti potrò lavorare nella scuola primaria? “, o ancora “ a Milano c’è qualche possibilità per insegnare diritto?”.
Ma a questi interrogativi  è difficile dare una risposta: “La Cisl Scuola – ricorda Gissi – cerca di fornire tutti i dettagli informativi anche perchè ha costruito una rete che dà a tutti la possibilità di conoscere i punteggi e il numero degli aspiranti”. In realtà si tratta di dati virtuali e   “Bari è una tappa di medio raggio, designata per lo più da donne sposate che provengono dalla Calabria e che cercano di organizzare la loro vita con figli e mariti lontani, ma raggiungibili in pullman in poche ore”.

SUPPLENZE BREVI Un tema delicato è anche quelle delle supplenze brevi. Queste, soprattutto all’inizio,  consentono a chi non vuole allontanarsi da casa di poter svolgere l’insegnamento ed acquisire punti in graduatoria. Secondo l’allarme lanciato da precariscuola.135.it, ad oggi un regolamento sulle supplenze brevi non è stato pubblicato.

Questo provoca l’impossibilità di conoscere quante sedi potranno essere scelte, e se verranno applicate sanzioni ai docenti che, pur non risultando occupati in altra supplenza, rifiutino di accettarne una.  La riduzione delle sedi, se dovesse essere confermata, non piace ai precari. “Il Ministero dell’Istruzione – si legge in un comunciato di precariscuola.135.it – possiede strumenti di tipo multimediale in grado di evitare il dispendio di denaro per telefonate e telegrammi. Se si facesse ricorso a questi strumenti le varie scuole sarebbero messe in condizione di conoscere in tempo reale la situazione lavorativa di tutti gli iscritti nelle relative graduatorie d’Istituto”.


Barricate sono previste anche per quanto riguarda l’applicazione delle sanzioni: “Le inefficienze dello Stato – scrivono – non possono e non devono essere pagate dalle categorie di lavoratori più fragili e meno tutelati”. Spesso capita che un insegnante precario decida di rifiutare una supplenza in attesa che possa arrivare l’offerta di un’altra più vantaggiosa. Lo scorrimento delle graduatorie è però farraginoso perché , com’è noto, le segreterie non potrebbero assegnare alcuna supplenza senza avere la certezza che chi precede in graduatoria sia già impegnato. La speranza dei precari è di trovare risposte concrete prima della scadenza del 19 aprile. Il tempo incalza e, al momento, la cosa da non fare è sbagliare la compilazione delle domande.

 

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