“Senza tetto alla Quasimodo? Solo se si riqualifica l’area”

Intanto tra i residenti del quartiere si aggira il timore del pericolo amianto
“Quello che fondamentalmente chiediamo già da un po’ di tempo è un confronto pubblico con l’assessora Mazzei. Da parte nostra c’è la volontà di interloquire con i rappresentanti istituzionali al fine di spiegare le nostre ragioni, di presentare le nostre proposte, che non c’entrano nulla nè con la politica né con le ideologie”. A parlare è la dottoressa Rossella Bernasconi, presidente del comitato dei residenti del quartiere Libertà.
La vicenda riguarda il futuro dell’ex scuola Quasimodo. Un mese fa, in seguito all’idea lanciata da Susi Mazzei, di adibire quell’immobile a dormitorio per i senza fissa dimora, si registrò un acceso dibattito. “Siamo stati tacciati di razzismo”, accusa Bernasconi, “ma non è assolutamente vero. Il Libertà è un quartiere che presenta diverse emergenze sociali e ambientali. Costruire un dormitorio per i senza fissa dimora in questa zona, dove mancano i servizi principali, significherebbe ghettizzare ed emarginare ancora di più. Non c’è un bar, un panificio, un supermercato nell’arco di centinaia di metri. In queste condizioni è impossibile garantire una reale accoglienza a coloro che soffrono”.
In un perimetro abbastanza circoscritto sussistono contestualmente diverse strutture dimenticate. Si pensi all’ex gasometro, all’arena Cantatore e all’ex Quasimodo. “Se l’amministrazione comunale procedesse realmente ad un opera di riqualificazione dell’intera area circostante”, continua, “creando magari un parco giochi per bambini, un giardino, un centro per anziani, progettando servizi utili per l’intera collettività, nessuno a quel punto si opporrebbe all’idea di riservare parte dell’edificio ai senza fissa dimora. Di spazio ce n’è a sufficienza”. In poche parole è una sorta di do ut des.
L’ex scuola, dismessa più di tredici anni fa, è in condizioni totalmente fatiscenti. Un tempo era luogo di cultura, oggi un non-luogo. “Entro breve tempo, se dal Comune di Bari non giungano risposte, saremo costretti ad indire una conferenza stampa. Stiamo aspettando che il Sindaco ci convochi a Palazzo di città per consegnargli la petizione da noi sottoscritta”. Nel dibattito, a sostegno del comitato dei residenti, è intervenuto anche Sergio Fanelli (An), vice-presidente dell’ VIII Circoscrizione. Sono circa un migliaio le firme, raccolte dal Comitato dei residenti del quartiere Libertà, per opporsi alla destinazione d’uso dell’ immobile così come è stata pensata dal Comune.
“Personalmente non ho alcuna pregiudiziale contro i clochard o gli extracomunitari.”, sostiene Fanelli. “La mia stanza, è aperta a tutti. Nel dicembre scorso ho inviato una lettera di denuncia al Comune di Bari, con la quale chiedevo delucidazioni in merito alla dimessa Quasimodo. Non ho ricevuto alcuna risposta. Il problema della destinazione d’uso della scuola va affrontato nell’ottica globale, tenendo conto dell’interesse di tutti i cittadini”.
“Offrire servizi, possibilità o alternative di vita a chi soffre, a chi necessità di assistenza”, continua, “è un dovere delle istituzioni . Spesso questo non basta, ci vogliono strategie concordate che partano dall’assistenza per approdare ad altro”. Fanelli, che si definisce un consigliere di quartiere all’opposizione, non esclude la possibilità di destinare parte dell’immobile all’accoglienza dei bisognosi, purchè rientri in un concreto progetto di riqualificazione dell’intera area. “Ci sono tanti spazi inutilizzati. Si potrebbe pensare, pertanto, alla realizzazione di un consultorio familiare, di un poliambulatorio, di un centro sociale per i residenti. E perché no, Insieme a questi, un luogo di accoglienza per i senza fissa dimora”.
Alcuni abitanti della zona, da noi contattati, hanno espresso in linea di massima le stesse opinioni. Serpeggia, però, tra loro un grosso timore: il pericolo della presenza di amianto nell’ex scuola Quasimodo. Un tavolo tecnico che riunisca i rappresentati delle istituzioni e i residenti della zona, in questo senso, ci pare quantomeno opportuno. Doveroso se le voci sulla possibile esistenza della sostanza mortale trovassero una conferma.
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