Punta Perotti: il prato aspetta i baresi

Aggiudicato provvisoriamente l’appalto per attrezzare e rendere fruibile l’area a sud di Bari
Punta Perotti un anno dopo (il due aprile ricorre il primo anniversario dall’inizio dell’abbattimento da parte della General Smontaggi) è un grande prato verde pronto ad accogliere campi di gioco, giostre per i bambini, tre tensiostrutture, un percorso pedonale e ciclabile di 1700 metri che di notte si illuminerà per rendere vivibile questa “ala di verde che si protende verso il mare”. Così l’ha definita Rosanna Albergo Baldacci: nel prato già dimorano 16 ulivi donati dalla SEAP, la società che gestisce gli aeroporti pugliesi per ricordare le vittime del disastro aereo dell’ATR72, ammarato il 6 agosto 2005 al largo di Capo Gallo in Sicilia.
“Anche ricordare la morte di qualcuno è importante” ha rilevato Michele Emiliano, commosso e felice di poter continuare a dare atto di un cambiamento della città che lui vuole rendere totale e che ha in Punta Perotti il suo simbolo. “c’è molta gente che si assume il merito di aver abbattuto Punta Perotti, questo significa che almeno su questo siamo tutti d’accordo”.
Con il sindaco a presentare il progetto di rivalutazione dell spazio liberato dalla saracinesca buona parte della sua giunta: Maria Maugeri con Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente ha comunicato che i 5000 euro raccolti con la vendita degli appartamenti virtuali su www.perottipoint.it serviranno a comprare arbusti bassi tipici della vegetazione mediterranea e che già dimorano in quel di Pane e Pomodoro. L’assessore all’Abbattimento (così definita dal sindaco ndr) Cinzia Capano porta in sala giunta una foto emblematica di quanto accaduto solo un anno fa e precisa: “abbiamo protetto il prato, senza lasciarlo mezzo secondo: è un bene rispettato da tutti, è un segno che la città sta cambiando davvero”, mentre Ludovico Abbaticchio, assessore all’urbanistica ricorda come l’abbattimento si inserisca nella logica di salvaguardia delle lame e delle coste.
Simonetta Lorusso ha spiegato l’intervento che la ditta Tre A di Roma andrà ad operare una volta aggiudicato in maniera definitiva l’appalto. Il progetto è a firma della ripartizione Lavori Pubblici, sotto la regia dell’ingenere Maurizio Montalto: “verranno rifatti i marciapiedi, e la pista ciclabile sarà realizzata con materiali ecocompatibili. Spero che le tensiostrutture così pulite nelle linee, necessarie a garantire l’ombreggiatura dell’area, vengano rispettate. Abbiamo chiesto quattro mesi per ultimare i lavori dall’apertura del cantiere.”
Tempi che si potrebbero restringere se la ditta saprà lavorare bene: obiettivi dichiarati non ce ne sono. L’iter amministrativo prevede che a fine aprile inizino i lavori, che saranno coperti con il ribasso d’asta di 1.250.000 euro proveniente dall’aggiudicazione dell’appalto per la demolizione.
Sul prato troveranno posto anche due sculture: un obelisco bianco donato dalla Biennale di Venezia e un’opera di Annamaria Suppa, mamma e nonna di due vittime del disastro di Capo Gallo “quattro fusti in bronzo per un’altezza totale di quattro metri e 65 che alludono alla vita in una trama drammaticamente composta e dove saranno incisi i nomi delle persone scomparse. Vorrei che fosse posizionata nella punta estrema del prato, così vicina al mare”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito