Emiliano firma a Roma i protocolli sicurezza
Intanto l’Agenzia alla Lotta non repressiva alla criminalità continua il suo silente ma importante lavoro
Michele Emiliano ha partecipato nella giornata di ieri all’incontro per la sottoscrizione del protocollo per i contratti di sicurezza tra stato e città. “La firma del protocollo d’intesa da parte del presidente dell’Anci e del Ministro dell’Interno -ha dichiarato Michele Emiliano- e’ un fatto di grandissima portata perché per la prima volta i sindaci, al di là della loro partecipazione al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, assumono la veste di promotori, assieme alle altre autorità dello Stato, di una vera e propria politica della sicurezza integrata. Una politica non basata solo sulla prevenzione e sul controllo del territorio ma anche un city-challenge nel quale tutte le competenze dell’ente locale, dall’urbanistica ai servizi sociali, dalla polizia municipale all’istruzione, vengono messe a disposizione per l’individuazione di specifiche azioni, tagliate sulle necessità di ciascuna delle dodici città metropolitane.
Entro sessanta giorni dalla data di oggi verranno sottoscritti con il Ministero dell’Interno dodici patti per la sicurezza nei quali saranno individuate anche le risorse finanziarie messe a disposizione da Governo Regione e Comune per l’attuazione dei patti medesimi.
Esprimo dunque grande soddisfazione per il conseguimento di un risultato che considero storico”.
Al termine dell’incontro al palazzo del Viminale il sindaco di Bari ha inoltre dichiarato: “sono particolarmente contento che sulla politica del governo nazionale in materia di sicurezza espressa nel patto oggi (ieri ndr)sottoscritto sia stata d’accordo anche il sindaco di Milano Letizia Moratti che fino a poche ore fa aveva confermato di voler dar vita ad una manifestazione di strada contro il governo. Letizia Moratti è un sindaco ancora inesperto, che si è spaventato di fronte alla richiesta pressante di sicurezza che viene dai suoi concittadini e l’ha tradotta in una banale pretesa di più uomini in divisa per le strade, senza rendersi conto che il lavoro che da anni svolgono i sindaci in Italia e assai più complesso di gridare ‘al lupo al lupo’, ma è quello di costruire una governance di sicurezza urbana che non delegittimi nessuno degli attori del sistema, che peraltro nel nostro Paese è uno dei più efficienti del mondo. Un sistema che è stato capace, senza leggi speciali, di lottare con successo contro il terrorismo, la mafia e la grande corruzione politica. Ed è stato in grado di mantenere sicure le nostre città, in particolare Milano e Roma, più di ogni altra capitale europea. Letizia Moratti -prosegue il sindaco di Bari- deve avere più fiducia nel Prefetto, nel Questore e nelle Forze dell’Ordine della sua città e soprattutto deve avere fiducia in una delle più prestigiose magistrature di Italia che è proprio quella di Milano”.
Per Michele Emiliano la vera sfida per i sindaci dovrebbe essere un’altra, farsi carico di promuovere un nuovo modello di governo della sicurezza dei territori urbani che parta dalla prevenzione.
“A Bari – dichiara Emiliano – il Comune, insieme a tutte le istituzioni della giustizia, della sicurezza e della scuola, ha creato l’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata, che mira a costruire una strategia stabile di contrasto ai fenomeni criminali e di sostegno alle fasce di popolazione più esposte al rischio criminale. L’Agenzia si riunisce periodicamente ed ha al proprio interno gruppi di lavoro che si occupano di minori, detenuti ed ex detenuti, vittime di reati, partecipazione dei cittadini e sensibilizzazione, analisi dei fenomeni criminali.
È l’unico luogo dove assistenti sociali, presidi, poliziotti, magistrati, esponenti delle istituzioni carcerarie, lo stesso sindaco, lavorano insieme scambiandosi informazioni ed esperienze e costruendo progetti condivisi. Le iniziative dell’Agenzia sono finanziate, oltre che dal civico bilancio, dai fondi ottenuti dalla sistematica costituzione di parte civile del Comune di Bari nei processi di mafia”.
Al momento è in corso un progetto finalizzato al monitoraggio dei minori “figli di mafia” nei confronti dei quali sono previsti programmi specifici di sostegno. Così come la destinazione di una villa confiscata alla mafia a comunità per i minori già entrati nel circuito penale, con il compito di offrire loro formazione e strumenti per il reinserimento sociale. Inoltre l’Agenzia è impegnata nell’attuazione di un programma di inserimento lavorativo per alcuni soggetti che hanno beneficiato dell’indulto.
“Un modello nuovo di gestione della sicurezza è possibile -prosegue il Sindaco di Bari- e a Bari è già una realtà. Da magistrato spesso arrivavo troppo tardi, quando l’irreparabile era già successo. E quando qualcosa va in frantumi è molto difficile che in un’aula di tribunale o con le manette ai polsi si possa tornare ad essere come prima. Bisogna dare concretezza alla lezione di Giovanni Falcone, che era consapevole dei limiti della repressione di polizia e giudiziaria e che invocava l’intervento della politica responsabile, trasparente e dedita alla costruzione della legalità. La firma di oggi (ieri ndr) va nella direzione da me auspicata. Se il Sindaco di Milano ha voglia di approfondire la nostra esperienza per arricchirla e migliorarla siamo a sua disposizione”.
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