“Pillola del giorno dopo” gratis, stop della Regione

La circolare interna dell’Asl di Bari è stata sospesa. L’Assessorato alle Politiche della Salute: “Inviateci le carte”
Ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in un caso nazionale . La disposizione della circolare interna con la quale una quindicina di giorni fa era stata disposta la fornitura della “pillola del giorno dopo” ai consultori, ai servizi ospedalieri di ginecologia, agli ambulatori territoriali, ai servizi di pronto soccorso nonché ai presidi di guardia medica della Asl di Bari, è stata sospesa.
La decisione è stata comunicata oggi dal direttore amministrativo Luciano Lovecchio, dal direttore sanitario Giuseppe Lonardelli e dal commissario straordinario della Asl Lea Cosentino, dopo un telegramma giunto a questo riguardo dall’ assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia.
Quando il 6 marzo scorso fu emessa la circolare, lo stesso Giuseppe Lonardelli, direttore sanitario dell’Asl di Bari, ricordò che la “pillola del giorno dopo” non poteva essere considerata una forma di aborto in quanto, a suo parere, “non è pensabile poter giustificare la mancata somministrazione con l’obiezione di coscienza essendo questa ultima riservata dalla legge 194/78 alle procedure direttamente legate all’intervento per la interruzione della gravidanza”.
La “pillola del giorno dopo” impedisce l’annidamento dell’ovulo fecondato oppure blocca l’ovoluzione. Insomma, qualcosa di diverso, secondo gli amministratori, dalla pillola Ru486 che è usata in alternativa all’aborto chirurgico e che in Italia non è autorizzata.
Il testo aveva subito sollevato la reazione di una parte della classe medica che pratica l’obiezione di coscienza rispetto il tema dell’aborto. Lo stop alle procedure è comunque arrivato dall’Assessorato alle Politiche della Salute.
In un comunicato, infatti, i vertici dell’assessorato hanno precisato che “dovendo approfondire la problematica di elevata portata etico-scientifica nonchè di grande rilevanza sociale, si invita a sospendere l’efficacia di tale disposizione e ad inviare copia della disposizione” allo stesso assessorato.
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