Trenoverde 2007 è anche un Sì alla Tav
Legambiente non è in contraddizione con se stessa: chiede sviluppo per il sud con l’alta velocità tra Bari e Napoli
Un treno per spiegare all’Italia l’arte del risparmio e l’importanza delle fonti rinnovabili: tre carrozze per capire quanta energia viene sprecata e come con il sole, il vento e l’acqua e un uso razionale degli elettrodomestici l’Italia può ripartire verso uno sviluppo ecosostenibile. Per il diciottesimo anno Legambiente porta sui binari la sua mostra e le sue strategie di rilevamento di inquinanti in collaborazione quest’anno con Sorgenia, l’operatore energetico per l’energia sensibile. Bari sarà la penultima tappa del tour 2007: dal 19 al 21 marzo alle visite guidate per le scuole previste nella mattinata, seguirà l’accesso libero e gratuito dalle 16 alle 19 al treno che sosterà in stazione centrale presso il piazzale ovest.
“Ma non ci fermiamo alla sola mostra” spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, “ma per 72 ore monitoreremo dal punto di vista acustico e delle emissioni atmosferiche Via Piccinni con una centralina mobile di RFI all’altezza di Via Roberto da Bari e domani con gli assessori del Comune di Bari Maria Maugeri e Antonio Decaro e il presidente del Codacons Puglia Alessando Amato daremo vita al Trofeo Tartaruga, per capire qual è il mezzo più veloce e pulito tra un motorino, una bici, un’auto a metano e il bus per raggiungere la stazione da parco Due Giugno”.
A presentare l’iniziativa a Bari con il Governatore Nichi Vendola, l’assessore regionale Mario Loizzo e Nicola Bartolomeo, presidente di Confindustria Puglia, anche Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente. Oggi ha annunciato la nascita del Comitato Sì Tav, affinché l’alta velocità possa innestarsi in modo concertato nelle valli e nelle pianure tra Puglia e Campania; per percorrere la tratta Bari-Napoli servono quattro ore, cinque per arrivare a Roma: l’obiettivo è potenziare la linea, raddoppiarla, elettrificarla, cioè rendere possibile un sogno che significa sviluppo. Un’ora e 50 minuti per arrivare a Napoli e tre ore per essere nella Capitale: ma non ci sono soldi, solo l’accordo per l’avvio dei lavori tra Campania, Puglia e RFI. “La legge obiettivo non ci piace”, esordisce Della Seta, “perché non c’è una pianificazione strategica. Antonio Di Pietro ha tolto dall’elenco di opere stilate da Berlusconi solo il ponte sullo Stretto, ma per il resto ha lasciato invariati gli investimenti sulle autostrade, a tutto svantaggio del trasporto su ferro. Delle 137 opere previste per un impegno di 90 miliardi di euro il 25 % riguarda la Lombardia, che da sola assorbe 20 miliardi a fronte dei 17 previsti per la spesa nel meridione: così non si modernizza il sud e il Comitato Sì Tav, al quale anche Ermete Realacci (presidente della Commissione Ambiente alla Camera ndr) ha dato il suo assenso e appoggio, si propone una battaglia per la salvaguardia del trasporto pubblico”
Tutti d’accordo sulla necessità di coniugare il Tirreno con l’Adriatico, di rompere il muro di Avellino (così ha definito Nichi Vendola la barriera appenninica) che i treni impiegano ore per aggirare. Mario Loizzo ha insistito di fronte a Nicola De Bartolomeo sulla necessità di fare sistema, affinché le imprese pugliesi si consorzino per la realizzazione del Nodo Ferroviario della Terra di Bari, vero punto di svolta per il trasporto di merci e persone in Puglia: “abbiamo 1500 km di ferrovie in Puglia che noi consideriamo una risorsa. Ci siamo fatti carico come Regione della riduzione dei costi degli abbonamenti e abbiamo avviato una politica di rimodernamento del materiale rotabile: i risultati si vedono, e già nel 2006 c’è stato un incremento del trasporto su ferro del 10%. Oggi è partito un treno che unisce Bari e Lecce in un’ora e trenta: è segno di un cambiamento in atto”.
“Sta accadendo qualcosa di importante sul piano culturale e politico” ha rilevato Nichi Vendola, “perché ambiente e economia non sono più giustapposti e con il metodo si può coniugare cultura d’impresa e cultura ambientale. Abbiamo adottato un metodo capovolto, con un atteggiamento rognoso e pedante nei confronti di RFI, alla ricerca delle soluzioni ambientalmente più sostenibili.”
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